Il Consiglio comunale di Ancona è diventato l’arena di un acceso dibattito durante la seduta delle 18:42 del 13 ottobre 2026. La proposta al centro della discussione era una mozione mirata a tutelare i cristiani perseguitati a livello globale, una iniziativa presentata dalla consigliera Maria Grazia De Angelis di Fratelli d’Italia.
La mozione sulla cristianofobia e la dichiarazione controversa
De Angelis ha aperto il suo intervento citando dati internazionali: “388 milioni di cristiani subiscono persecuzioni, omicidi, restrizioni di libertà, violenze sessuali e confinamenti in zone dove, a confronto, Gaza sembra una riviera romagnola.” La metafora, destinata a sottolineare la gravità delle sofferenze cristiane in altre parti del pianeta, ha immediatamente innescato una reazione di sdegno tra i consiglieri di opposizione.
Contesto della mozione
Il testo proposto chiedeva al Comune di intensificare l’applicazione della legge Mancino contro l’odio religioso, di istituire una giornata di sensibilizzazione e di estendere la protezione anche agli oggetti sacri. La formulazione della mozione era chiara, ma la scelta retorica della consigliera ha deviato l’attenzione dal contenuto al tono, facendo emergere questioni di etica politica e di rispetto delle vittime di conflitti attuali.
Le reazioni dei gruppi politici
Il capo gruppo della lista di sinistra Altra idea di cittàFrancesco Rubini ha denunciato le parole come un’affermazione indecente e ha accusato il governo di Israele di “genocidio”. Il consigliere ha aggiunto: “È indecente che, a fronte del genocidio perpetrato dal governo criminale di Israele, ci siano rappresentanti istituzionali che affermino certe bestialità”. Dopo la sua denuncia, Rubini ha lasciato l’aula, seguito poi da altri membri del Partito Democratico.
Il gruppo di Forza Italia rappresentato da Giulia Fedele ha espresso un duplice posizionamento: “Confermo il voto favorevole in merito a quanto scritto dalla mozione, ma mi dissocio da quanto detto.” Anche il capogruppo di Fratelli d’ItaliaJacopo Toccaceli ha sottolineato che la mozione è importante, ma ha rimarcato che “nessuno ha voluto entrare nel merito della mozione”.
Interventi istituzionali
Il presidente del Consiglio, Simone Pizzi ha cercato di riordinare la discussione, affermando: “Approvo il documento per quello che c’è scritto, ma non condivido il modo in cui è stato argomentato.” Il sindaco e vicepresidente vicario dell’ANCI, Daniele Silvetti ha preferito non fare commenti né durante né dopo la seduta, mantenendo una posizione neutra.
Esito della votazione e ripercussioni politiche
Nonostante la tensione, la mozione è passata con 19 voti favorevoli della maggioranza di centrodestra. L’unico astenuto è stato Francesco Andreani candidato della lista civica Ripartiamo dai giovani. I banchi della minoranza sono rimasti vuoti, segno tangibile del forte dissenso generato dalla battuta sulla Gaza.
Il risultato ha evidenziato una frattura interna al centrodestra: mentre la maggioranza ha sostenuto il testo, alcuni consiglieri hanno manifestato imbarazzo per il tono scelto. La vicenda ha anche alimentato la percezione di una crisi di comunicazione fra le forze di governo locale, con possibili ripercussioni sulle prossime iniziative politiche del Comune.



