25 Settembre 2026 🌤 19°

Coperion: sciopero per 77 licenziamenti e richieste di chiarezza

Le maestranze di Coperion minacciano sciopero per difendere 77 posti

Coperion: sciopero per 77 licenziamenti e richieste di chiarezza

Il 23 settembre le operatrici e gli operai dello stabilimento Coperion, azienda specializzata nella produzione di semilavorati plastici, hanno tenuto un presidio in risposta a una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 77 dipendenti. La manifestazione è scaturita nel contesto di uno sciopero aziendale proclamato dalle rappresentanze sindacali, con l’obiettivo di costringere la direzione a fornire garanzie concrete prima del confronto istituzionale fissato per il 28 settembre presso il Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali.

Domanda di trasparenza sul mandato dell’advisor e salvaguardia degli asset

Le richieste centrali delle maestranze ruotano attorno alla condivisione immediata del mandato affidato all’advisor interno. Gli operai chiedono che l’intero contenuto del mandato sia messo a disposizione di tutti i rappresentanti sindacali, affinché si possa valutare l’effettiva necessità di procedere con il licenziamento collettivo. Parallelamente, insiste sulla totale tutela degli asset sia materiali che immateriali, dello stabilimento, considerati indispensabili per mantenere qualsiasi prospettiva di continuità produttiva. Il documento prodotto in assemblea sottolinea che senza la salvaguardia di questi beni, il futuro dell’impianto rischia di essere compromesso in maniera irreversibile.

Richiesta di condivisione immediata del mandato

Nel dettaglio, il punto all’ordine del giorno prevede che l’advisor debba fornire una relazione scritta contenente obiettivi, tempistiche e criteri di valutazione del progetto di ristrutturazione. Gli operai hanno precisato che tale trasparenza è un prerequisito per qualsiasi negoziazione futura e per la verifica della correttezza delle decisioni aziendali. La mancanza di queste informazioni, secondo i sindacati, sarebbe una violazione dei principi di buona fede e di correttezza contrattuale.

Tutela totale dell’occupazione e attivazione di ammortizzatori sociali

Un altro pilastro della proposta prevede la protezione al 100% di tutti i dipendenti senza distinzione di ruolo, livello o reparto. Le parti in causa respingono categoricamente ogni logica di ridimensionamento e chiedono che la proprietà si impegni a mantenere intatti tutti i posti di lavoro attualmente in organico. In caso contrario, la risposta sarà “immediata e intransigente”, con l’attivazione di uno sciopero a oltranza a partire dal 29 settembre, che bloccherà ogni attività produttiva e logistica.

Per sostenere i lavoratori nel periodo di transizione, i sindacati hanno avanzato la richiesta di aprire subito le pratiche per la cassa integrazione per cessazione o, in alternativa, di adottare altri ammortizzatori sociali adeguati. Tali strumenti dovrebbero accompagnare le maestranze lungo le fasi di ristrutturazione, potenziale reindustrializzazione e, se necessario, riduzione graduale dell’attività, garantendo al contempo una continuità di reddito adeguata.

Finanziamento della transizione e legami con il territorio

Le richieste includono inoltre la esplicitazione delle risorse economiche destinate alla transizione. I lavoratori chiedono che i fondi vengano vincolati a criteri di “tenuta sociale del territorio”, ovvero che siano destinati a misure di accompagnamento in grado di mitigare l’impatto socio-economico sui dipendenti e sulle famiglie coinvolte. Questo implica la destinazione di una quota specifica del budget aziendale per programmi di formazione, ricollocamento e sostegno al reddito.

Il documento conclusivo avverte che, qualora la proprietà si presenti al tavolo ministeriale senza accogliere integralmente le istanze elencate, la responsabilità delle conseguenze economiche e sociali ricadrà esclusivamente su di essa. La minaccia di uno sciopero permanente è intesa a mettere pressione sulla dirigenza, affinché non scelga la via del silenzio o del disimpegno a discapito del futuro delle famiglie dei dipendenti.

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