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Daniela Poggiali: archiviazione per gli ultimi tre casi di decessi sospetti all’ospedale di Lugo

Dopo oltre 12 anni di indagini, il Gip Federica Lipovscek ha disposto l'archiviazione degli ultimi tre casi di morti sospette all'ospedale Umberto I di Lugo, coinvolgenti l'ex infermiera Daniela Poggiali.

Daniela Poggiali: archiviazione per gli ultimi tre casi di decessi sospetti all’ospedale di Lugo

Dopo oltre un decennio di indagini e processi, si chiude definitivamente l’inchiesta sulle morti sospette all’ospedale Umberto I di Lugo. Il Gip Federica Lipovscek del Tribunale di Ravenna ha disposto l’archiviazione degli ultimi tre casi di decessi sospetti per i quali l’ex infermiera Daniela Poggiali risultava ancora indagata.

I tre casi riguardavano i decessi di Mauro FarolfiGiampaolo Utili e Maria Sangiorgi tutti ricoverati nella struttura lughese quando vi lavorava la Poggiali. Questi casi facevano parte di un insieme di 12 fascicoli sui quali la Procura aveva acceso un faro, ma gli elementi raccolti non sono stati ritenuti sufficienti per portare la Poggiali a processo.

Le origini del caso Poggiali

La vicenda Poggiali ebbe inizio l’8 aprile 2014 con il decesso della 78enne Rosa Calderoni di Russi. Le indagini dei carabinieri, estese anche a periodi precedenti, portarono alla condanna definitiva dell’ex infermiera per vari furti in corsia, con una pena totale di circa quattro anni e mezzo.

Durante le indagini emersero due foto scattate da un’operatrice socio-sanitaria il 22 gennaio 2014 nelle quali la Poggiali appariva sorridente e con i pollici alzati accanto a una paziente di 102 anni appena deceduta. Questi elementi portarono alla perdita del lavoro e della qualifica di infermiera per la Poggiali, oltre all’archiviazione del fascicolo aperto per vilipendio di cadavere.

I processi e le assoluzioni

Altri guai giudiziari arrivarono con la morte del 94enne Massimo Montanari di Conselice, deceduto a Lugo il 12 marzo 2014. A metà, il Gup di Ravenna condannò la Poggiali a 30 anni con rito abbreviato. Tuttavia, a fine, la donna fu assolta con formula piena e scarcerata. Lo stesso esito arrivò per il caso Calderoni, che aveva visto una condanna all’ergastolo in primo grado, successivamente ribaltata in appello e definitivamente chiusa dalla Cassazione.

Le opposizioni dei familiari

I familiari dei tre deceduti, assistiti dagli avvocati Claudio CardiaCristina Baroncini e Carlo Gandolfi si erano opposti alla richiesta di archiviazione della Procura, chiedendo la prosecuzione delle indagini. Tuttavia, il Gip ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti per procedere.

Con l’archiviazione degli ultimi tre casi, si chiude definitivamente l’inchiesta che ha coinvolto 38 decessi. Resta aperto solo un altro procedimento, del tutto estraneo alle accuse di omicidio, relativo a un’appello della Procura contro l’assoluzione pronunciata dal Tribunale di Ravenna nei confronti della Poggiali e della sorella per peculato.

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