10 Ottobre 2026 ☁ 20°

Dimostrazioni a Bologna: solidarietà al popolo palestinese e lotta contro l’omofobia

Migliaia di persone sfilano sotto le Due Torri, unendo la difesa dei diritti LGBTQIA+ alla protesta per la Palestina, tra tensioni commerciali e presenze di estrema destra.

Dimostrazioni a Bologna: solidarietà al popolo palestinese e lotta contro l’omofobia

Sabato 10 ottobre la città di Bologna vive un pomeriggio di intensi cortei che convergono sotto le Due Torri. Da una parte gruppi come Rivolta Pride e il collettivo Cassero marcia per denunciare recenti aggressioni omofobe; dall’altra i Giovani Palestinesi si radunano in piazza del Nettuno per chiedere la fine del conflitto in Medio Oriente. Le due manifestazioni, pur con obiettivi diversi, condividono la stessa retorica di resistenza contro ogni forma di discriminazione.

Corteo di Rivolta Pride: risposta alle aggressioni omofobe

Alle ore 16.00 gli attivisti si ritrovano in via Mascarella, punto di passaggio per le iniziative del Cassero e di Rivolta Pride. Lanciando l’invito a “manifestare contro il crescente clima di odio omolesbobitransfobico e razzista”, i partecipanti intendono ribattere a tre episodi di violenza verificatisi nei giorni precedenti, che hanno coinvolto due coppie di fidanzati e due giovani gay. Il corteo prosegue poi verso la piazza contro il ddl Romeo, ribadendo che la lotta per la libertà palestinese, per il colonialismo e per l’uguaglianza di genere costituiscono un’unica battaglia.

Presenza degli studenti di Cambiare Rotta e Osa

Contemporaneamente, al punto di incontro di piazza Scaravilli, gli studenti di Cambiare Rotta e Osa avviano un proprio corteo. Il loro obiettivo è opporsi ai tagli alla scuola e al clima autoritario che percepiscono in Italia, facendo eco alle proteste studentesche che si svolgono in Francia. Anche questi gruppi si uniscono poi al flusso principale, creando un unico grande apparato di protesta nel cuore della città.

Giovani Palestinesi in piazza del Nettuno: fine del genocidio e del sionismo

Alle 17.00 la piazza del Nettuno si riempie di voci esigenti: “fine del genocidio, fine del sionismo”. I manifestanti, organizzati da diversi collettivi pro-Palestina, non hanno presentato una richiesta formale di autorizzazione, fattore che ha alimentato le preoccupazioni delle autorità. Il percorso previsto per il corteo non è stato comunicato, ma la logistica prevede una partenza dalla piazza per una marcia verso via Rizzoli e strada Maggiore, attraversando il centro storico.

Intervento del Comune e simboli di solidarietà

Parallelamente, nella vicina piazza Maggiore, l’iniziativa “Bolo Gets High”, promossa dal Comune, ha messo in scena i funamboli dell’highline urbana. Dalle altezze, gli artisti hanno sventolato bandiere palestinesi, sottolineando il supporto cittadino alla causa. Il segmento ha attirato l’attenzione di spettatori e turisti, creando un punto di contatto visivo tra cultura urbana e impegno politico.

Reazioni istituzionali, commerciali e la presenza dei Patrioti

Le forze dell’ordine hanno schierato un consistente contingente per garantire la sicurezza dei manifestanti e la normale circolazione pedonale. La presenza di Patrioti gruppo della destra estrema che ha programmato una riunione nazionale nella stessa giornata, non è stata resa pubblica né per luogo né per orario, ma le autorità hanno tenuto sotto controllo possibili infiltrazioni. Nel frattempo, Confesercenti ha espresso forte preoccupazione per il possibile impatto sul commercio del centro storico, sottolineando che il corteo coincide con il picco di affluenza turistica e lo shopping del fine settimana, rischiando di penalizzare negozi e bar locali.

La capacità della città di gestire queste manifestazioni sarà valutata nei giorni successivi, soprattutto alla luce delle preoccupazioni espresse da commercianti e delle attività non autorizzate di gruppi estremisti.

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