La Regione Emilia-Romagna ha adottato, con una circolare, le indicazioni contenute nell’ordinanza ministeriale pubblicata il 29 maggio. Il documento applicativo riguarda le procedure operative e misure di sorveglianza sanitaria relative alla malattia da virus Ebola e definisce obblighi e comportamenti per i soggetti che fanno ingresso nel territorio regionale dopo un soggiorno nelle aree africane colpite dall’epidemia.
L’intervento normativo si rivolge a chiunque entri in Emilia-Romagna dopo aver soggiornato in Repubblica Democratica del Congo o in Uganda nei 21 giorni precedenti l’ingresso. La finalità dichiarata è prevenire il rischio di trasmissione attraverso una sorveglianza mirata e procedure di controllo che coinvolgono le aziende sanitarie locali e il dipartimento di Sanità pubblica.
Chi deve segnalarsi e quali sono i tempi
Secondo l’articolo 2 dell’ordinanza ministeriale richiamata dalla Regione, tutti i cittadini che rientrano da quelle aree devono “effettuare dichiarazione al dipartimento di Sanità pubblica entro 24 ore dall’ingresso, anche in assenza di sintomi“. La misura vale indipendentemente dalla nazionalità e si applica a persone con ingresso nel territorio regionale dopo un soggiorno nei 21 giorni precedenti in Repubblica Democratica del Congo o Uganda.
Come inviare la segnalazione
La circolare indica che la comunicazione di rientro deve essere trasmessa tramite i contatti e gli indirizzi mail messi a disposizione dalle singole aziende sanitarie territoriali. Per i residenti o domiciliati a Bologna è stato reso operativo l’indirizzo rientri.esterobo@ausl.bologna.it. Le aziende sanitarie forniscono istruzioni operative e aggiornamenti sul periodo di osservazione.
Comportamenti da tenere durante il periodo di osservazione
La circolare sottolinea l’importanza di regole precise per ridurre qualsiasi rischio di contagio: è richiesto l’autoisolamento immediato in caso di comparsa di sintomi e la necessità di non recarsi autonomamente in pronto soccorso, ambulatori o studi medici senza aver prima informato l’autorità sanitaria competente. È inoltre previsto l’obbligo di segnalare preventivamente qualsiasi spostamento fuori dal territorio di competenza durante il periodo di osservazione.
Indicazioni pratiche e scopi della sorveglianza
Lo scopo primario delle misure è identificare tempestivamente casi sospetti e limitare la diffusione. La sorveglianza comprende una combinazione di monitoraggio remoto, contatti telefonici da parte delle aziende sanitarie e indicazioni su come comportarsi in presenza di sintomi. L’approccio mira a bilanciare la tutela della salute pubblica con la gestione operativa dei servizi sanitari locali.
Che cos’è Ebola e lo stato dell’epidemia
L’Ebola è una malattia causata da virus del genere Orthoebolavirus, con ceppi come Bundibugyo, Zaire, Sudan e Foresta di Tai, che circolano soprattutto in alcune specie di mammiferi selvatici. Come ricordato da Ausl Bologna, “La trasmissione dagli animali all’uomo è rara“; tuttavia, quando si verifica, il virus può diffondersi tra le persone attraverso il contatto diretto con sangue e fluidi corporei di soggetti infetti o tramite materiali contaminati.
I sintomi iniziali includono febbre, debolezza, dolori e diarrea; dopo circa 10 giorni la malattia può aggravarsi con disturbi gastrointestinali, respiratori, neurologici e potenziali emorragie. Attualmente è in corso un’epidemia del ceppo Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, con diffusione anche in Uganda. I dati disponibili indicano oltre 900 casi sospetti con 223 decessi nella RDC e, complessivamente tra i due Paesi, 134 casi confermati e 18 decessi. Un paziente americano contagiato è in cura in Germania.
Valutazione del rischio per l’Europa
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie valuta il rischio complessivo per la popolazione generale nell’UE e nello spazio economico europeo come molto basso, ma raccomanda monitoraggio e misure di sorveglianza coordinate per i casi di rientro da aree interessate dai focolai.
In sintesi, la circolare regionale recepisce l’ordinanza ministeriale del 29 maggio, imponendo l’obbligo di dichiarazione entro 24 ore e dettagliando comportamenti e percorsi assistenziali per chi rientra da Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Le autorità sanitarie locali restano il riferimento per informazioni, segnalazioni e gestione del periodo di osservazione.