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Festival Mente Locale: dal Canada alla Slovenia e il film Caro Mondo Crudele

Cinema, territorio e vita: festival, film e documentario si incontrano in Emilia per raccontare mondi diversi

Festival Mente Locale: dal Canada alla Slovenia e il film Caro Mondo Crudele

Nel cuore dell’Emilia-Romagna, un progetto culturale sta trasformando le sale cinematografiche in punti di osservazione sul territorio. Dal 23 ottobre al 1° novembre, il festival Mente Locale-Visioni sul territorio attraversa Bologna, Zola Predosa, Valsamoggia e il Modenese, proponendo una carrellata di documentari che, più che inquadrature, diventano testimonianze vive di memoria, conflitto e trasformazione dei luoghi.

Mente Locale 2023: un itinerario tra cinema e paesaggi

Ventisette opere provenienti da dodici nazioni si sfidano nella tredicesima edizione del concorso internazionale, il primo in Italia interamente dedicato al racconto dei territori. Tra le anteprime italiane spicca Common Pear della Slovenia, che immagina scienziati che, decenni dopo, ricercano nei filmati d’archivio degli agricoltori le relazioni fra clima e agricoltura. Un altro titolo, The Inheritors del Canada, segue una colonia di gabbiani vicino alla più grande discarica del paese, facendo emergere il delicato equilibrio tra fauna e inquinamento.

Territori come protagonisti: crisi climatica e ritorno della natura

Il festival non si limita a presentare immagini, ma invita a riflettere su tematiche attuali. Pestiferus Lupus opera di Serra, Jankovic e Cutello, narra il ritorno del lupo a Forno, simbolo di un ecosistema che tenta di riappropriarsi del proprio spazio. Parallelamente, Hair, Paper, Water esplora come una comunità custodisca linguaggi e riti legati al paesaggio, sottolineando l’importanza della cultura locale nel preservare identità territoriali.

Caro Mondo Crudele: l’adolescenza al centro del Festival di Roma

Nel contesto della sezione Freestyle della Festa del cinema di Roma, il regista Niccolò Falsetti propone Caro Mondo Crudele una pellicola ambientata nel 1999 ad Albinia. La storia segue Giovanna, una tredicenne che affronta la perdita dell’amico Mirko, la scomparsa del padre e la propria identità, espressa attraverso disegni di Zerocalcare. Il film indaga la ribellione tipica degli adolescenti, la ricerca di spazi emotivi sicuri e il confronto con temi quali il lutto e il primo approccio alla sessualità, dipingendo un quadro sensibile ma crudo della crescita.

Il Brenta in pellicola: un documentario che unisce sport, biodiversità e tradizioni

Il documentario Come l’acqua del fiume Brenta frutto della collaborazione tra il regista Francesco Leitner e la comunicatrice Eugenia Vignozzi, segue l’ex campione di canoa Nicola Zamuner lungo il corso del fiume, dal sorgere in Valsugana fino alla foce adriatica. A bordo del SUP, Zamuner incontra abitanti che dipendono dal Brenta per l’agricoltura, la pesca e la conservazione delle api. Il film mette in luce che il 30 % dell’acqua potabile del Veneto proviene da questo ecosistema delicato e denuncia gli effetti della crisi climatica sui terrazzamenti del tabacco e su flora invasiva.

Le tre iniziative – il festival itinerante, la rassegna romana e il documentario sul Brenta – mostrano come il cinema possa agire da ponte fra paesaggi fisici e interiori, dando voce a territori in mutamento, a giovani in crisi e a comunità legate all’acqua. L’offerta culturale prevista fino al 1° novembre promette di coinvolgere spettatori di diverse età, offrendo spunti di riflessione sul ruolo che ognuno di noi gioca nella narrazione dei propri mondi.

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