Il 4 luglio è venuto a mancare Giorgio Marabini figura di riferimento per Imola per gran parte del secolo scorso e di questo secolo, che ha mantenuto un legame costante con la sua città per oltre cinquanta anni di attività giornalistica e istituzionale. Nato a Mosca da padre italiano e madre russa, Marabini ha intrecciato esperienze internazionali con un profondo radicamento nella comunità imolese.
La sua biografia unisce tappe personali, impegno politico e iniziative imprenditoriali: dalla nascita e memoria familiare, passando per il ruolo nella FGCI e nella cooperazione locale, fino agli incarichi internazionali che lo portarono a operare in Europa e in Asia Centrale.
Origini, formazione e memoria familiare
Giorgio è nato a Mosca in una famiglia paterna originaria di Imola. Nel corso della sua infanzia la città in cui era nato subì eventi drammatici: il 22 luglio 1941 la capitale sovietica fu interessata dal primo bombardamento dei nazisti dopo l’attacco iniziato un mese prima. Nel 1945 la famiglia rientrò in Italia e Giorgio completò gli studi tra Imola e Milano ottenendo la maturità al Liceo Classico e proseguendo con studi di economia.
La tradizione familiare fu più volte richiamata in occasione di interventi pubblici: in particolare, il 28 ottobre 1964 Giorgio Amendola indicò i Marabini come esempio di una continuità politica e civile, definendo Giorgio come la quarta generazione di quel percorso. Su queste radici si è poi costruita gran parte dell’impegno pubblico e culturale di Marabini.
Impegno politico e attività giornalistica
Dagli inizi degli anni Sessanta la vita pubblica di Marabini si sviluppò su più fronti. Dal 1962 al 1964 ricoprì la carica di Segretario della FGCI per la Federazione di Imola, esperienza che lo avvicinò in maniera stabile al lavoro redazionale: a partire dal 1962 collaborò infatti con la pubblicazione settimanale locale per un periodo che si è protratto per 50 anni filati. Questa duplice attività testimoniò una vocazione sia politica che di osservazione critica del territorio.
Tra il 1980 e il 1989 fu consigliere comunale a Imola mentre dal 1985 al 1989 guidò la Lega delle Cooperative di Imola come presidente, ruolo nel quale unì le esperienze associative alla conoscenza del tessuto produttivo locale.
Percorso imprenditoriale e relazioni internazionali
Nel 1967 iniziò un’esperienza nel settore metalmeccanico veneto come assistente e poi direttore commerciale, incarichi svolti fino alla fine del 1974. In quegli anni promosse l’esportazione e aprì una sede di rappresentanza ad Amsterdam consolidando contatti europei fondamentali per la sua successiva attività imprenditoriale.
Alla fine del 1974 fondò la Comec Srl società di consulenza in marketing e promozione commerciale con un focus sui mercati dell’Est europeo e dell’ex-URSS. Negli anni successivi operò anche su progetti internazionali: tra il 1996 e il 1998 fu Team Leader per un progetto TACIS in Uzbekistan dedicato allo sviluppo dell’occupazione e delle piccole e medie imprese, e dal 2003 al 2008 costituì e diresse la filiale di Mosca per un’impresa romagnola specializzata nell’elettronica di potenza.
Contributi culturali e riconoscimenti locali
Marabini fu attivo anche nel campo culturale: fu parte del consiglio direttivo di Università Aperta e ideò corsi e incontri dedicati alla geopolitica tema che rimane centrale nelle iniziative della cooperativa. Per onorarne l’impegno, nella sede della Cgil di Imola è stata intitolata la Sala di Lettura Geopolitica a suo nome.
Tra le sue opere più recenti figura il libro Quando si sperava nella coesistenza pacifica (Editrice La Mandragora, 2026), con il sottotitolo «Storia di una famiglia imolese. Un viaggio in libertà dal Santerno alla Moscova sul filo della memoria», che sintetizza il rapporto personale tra radici locali e orizzonti internazionali che ha caratterizzato la sua esistenza.
Percezione pubblica e eredità intellettuale
Lo storico e giornalista Giorgio Bettini autore di Un imolese in esilio (Bacchilega Editore, 2011), ha più volte sottolineato la capacità di Marabini di «Cercare e trovare radici ovunque», espressione che restituisce la sua visione dell’identità: non confinata a un provincialismo sterile, ma costruita attraverso il confronto con la diversità e il dialogo internazionale. Questo approccio ha informato i suoi articoli, le attività associative e i progetti rivolti sia al territorio che ai partner esteri.
A Giorgio Marabini va il ringraziamento per l’impegno profuso a favore di Imola mentre alla famiglia, alla moglie Annamaria Grandi e ai figli Alessia, Lorenzo e Tullia va la vicinanza di chi ne ha conosciuto l’opera e la passione.



