8 Giugno 2026 🌤 18°

Insegnante siciliana raggiunge a Rimini l’alunno ricoverato: gesto d’amore

Un'insegnante di sostegno, Samanta Anna Lacagnina, ha preso le ferie e ha raggiunto a Rimini il suo alunno ricoverato alla clinica Sol et Salus, partecipando anche al progetto Inclusive Care e ricevendo una lettera di encomio dalla vicesindaca Chiara Bellini

Insegnante siciliana raggiunge a Rimini l’alunno ricoverato: gesto d’amore

La vicenda si è svolta tra Sicilia e Riminicon un gesto che mescola dedizione personale e collaborazione istituzionale. Samanta Anna Lacagninainsegnante di sostegno, ha deciso di prendere le ferie per raggiungere il suo alunno ricoverato alla clinica Sol et Salus e non lasciarlo solo durante la degenza.

La scelta è stata accompagnata da un supporto pratico: l’insegnante ha sostenuto di tasca propria le spese di viaggio e soggiorno per raggiungere il bambino e la madre, giunta dalla Sicilia per l’intervento chirurgico. La vicenda ha preso anche una dimensione pubblica quando le istituzioni locali hanno riconosciuto la portata umana e professionale dell’azione.

Il gesto personale e le parole dell’insegnante

Samanta Anna Lacagnina ha definito la sua decisione con parole semplici e sentite: “È un gesto fatto con amore”. Ha raccontato che, inizialmente, la madre del bambino pensava che stesse scherzando, ma l’intenzione era seria e radicata nella sua esperienza quotidiana di insegnante di sostegno. Ha spiegato di aver voluto offrire sostegno emotivo e pratico a un bambino che ha mostrato una grande forza di volontà e a una madre che ha affrontato la situazione con coraggio.

Ribadendo il valore del rapporto docente-allievo, Lacagnina ha detto che per lei quei ragazzi sono davvero come figli e che rifarebbe la stessa scelta mille volte. Questo legame ha motivato una disponibilità a impegnarsi oltre gli obblighi contrattuali, rendendo il caso emblematico del ruolo di figure di sostegno nel percorso scolastico e umano dei minori con bisogni particolari.

Coinvolgimento del progetto Inclusive Care e delle istituzioni

Durante il periodo di degenza alla clinica Sol et Salus di Rimini, l’insegnante ha collaborato con Inclusive Careun’iniziativa sperimentale nata dalla clinica in partenariato con il Comune di Riminil’Università di Bolognala Cooperativa Il Millepiedi e il Cidi. Il progetto si propone di offrire ai piccoli degenti spazi di gioco e socialità, elementi considerati fondamentali per il benessere psicologico durante la degenza.

La partecipazione di Lacagnina ha permesso di integrare l’aspetto educativo e relazionale al percorso sanitario del bambino, dimostrando come la presenza dell’insegnante possa favorire continuità educativa e supporto affettivo anche in contesti clinici. Questa integrazione rappresenta un esempio concreto di come pratiche scolastiche e servizi sanitari possano cooperare per il beneficio del minore.

La reazione delle autorità locali

La vicenda ha avuto eco istituzionale: la vicesindaca e assessora alla scuola, Chiara Belliniha inviato una lettera di encomio alla dirigente scolastica dell’insegnante. Nella missiva la vicesindaca ha definito la scelta di Lacagnina “un esempio concreto di passione professionale” e “autentico affiancamento umano”sottolineando che il gesto supera quanto previsto dal ruolo e restituisce alla scuola la sua dimensione più alta.

Il riconoscimento istituzionale evidenzia come atti individuali possano diventare segnali per la comunità, promuovendo riflessioni su valori come solidarietà, responsabilità professionale e cura del territorio.

Impatto sul bambino, sulla famiglia e sulla comunità scolastica

La presenza dell’insegnante al fianco del bambino durante la degenza ha avuto un impatto diretto sul percorso della famiglia: oltre al supporto emotivo, la disponibilità di Lacagnina ha alleggerito il carico pratico della madre, che era già presente per seguire l’intervento. L’azione ha inoltre rafforzato il ruolo della figura educativa come ponte tra ambiente familiare, scuola e strutture sanitarie.

Per la comunità scolastica il caso rappresenta uno stimolo a considerare le molteplici forme di impegno che gli operatori dell’educazione possono mettere in campo. La vicenda dimostra che, in situazioni delicate, il sostegno personale e la collaborazione con progetti come Inclusive Care possono creare condizioni migliori per la ripresa e il benessere dei piccoli pazienti.

Resta aperta la riflessione sul valore simbolico di questo tipo di iniziative e sulla possibilità di promuovere forme strutturate di supporto tra scuole, servizi sociali e strutture sanitarie, prendendo spunto da esperienze che nascono dalla volontà individuale ma che possono essere valorizzate a livello organizzativo.

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