Bologna si è affermata come la città italiana con il più alto tasso di occupazione nel 2026, raggiungendo il 76,4% un balzo significativo rispetto al 70,8% del 2026. Questo risultato posiziona la città emiliana al primo posto tra le grandi metropoli italiane, superando Milano, Firenze e Genova.
L’analisi, basata sui dati Istat, rivela che il numero di occupati a Bologna ha raggiunto quota 196.926 con un incremento del 7,9% rispetto all’anno precedente. Contemporaneamente, il numero di disoccupati è sceso a 7.383 con un calo del 27,1%. Questi dati collocano Bologna come la città con il minor numero di inattivi tra i grandi comuni, con un tasso di inattività del 20,6% inferiore a quello di Milano e Firenze.
Bologna supera Milano e Firenze nel mercato del lavoro
Con un tasso di occupazione del 76,4% Bologna ha superato Milano, che si è fermata al 75,8% e Firenze, con il 73,4%. Genova, con il 70,2% si è posizionata al quarto posto. Questi dati evidenziano una crescita significativa del mercato del lavoro bolognese, che ha visto un aumento del 7,9% degli occupati nel 2026.
L’area metropolitana di Bologna si distingue anche per il tasso di occupazione del 74,2% il più alto in Italia. Inoltre, la disoccupazione femminile nell’area metropolitana è crollata dal 5,6% del 2026 al 2,9% del 2026, con una riduzione di 2,7 punti percentuali.
I dati regionali della Liguria
Nel primo trimestre del 2026, la Liguria ha registrato un’occupazione stabile a 651mila unità con un aumento dei disoccupati da 34mila a 39mila portando il tasso di disoccupazione dal 5,2% al 5,8%. Il settore dei servizi ha subito una contrazione di 12mila occupati passando da 508mila a 496mila. Il comparto del commercio, alberghi e ristorazione ha registrato una diminuzione di 13mila lavoratori dipendenti mentre i lavori indipendenti sono aumentati da 41mila a 44mila.
In controtendenza, l’industria ha visto un aumento degli occupati a 146mila rispetto ai 138mila del primo trimestre del 2026. Questi dati riflettono le dinamiche complesse del mercato del lavoro regionale, con settori in crescita e altri in difficoltà.
Le sfide future per Bologna
Nonostante i risultati positivi, il sindaco Matteo Lepore ha sottolineato la necessità di affrontare due fronti cruciali: i salari e il costo della vita. Bologna deve ambire a ridurre le diseguaglianze e diventare una città metropolitana più equa. Lepore ha annunciato l’intenzione di coinvolgere sindacati e categorie per affrontare queste priorità, sia nel confronto sul bilancio del Comune che nel Piano Strategico Metropolitano.
Questi sforzi mirano a garantire che Bologna continui a crescere in modo sostenibile, riducendo le diseguaglianze e migliorando la qualità della vita per tutti i cittadini. La città emiliana si pone così come un modello di sviluppo economico e sociale, con un mercato del lavoro in continua espansione.



