Il 19 luglio scorso, nella zona di via Svevo a Bologna, il 42enne Abderrahim Fakir è stato fermato da due agenti delle forze dell’ordine durante un’operazione di contenimento. Fakir è stato posto a terra in posizione prona per alcuni minuti, mentre due volontari della Croce Rossa osservavano la scena.
Secondo le prime informazioni raccolte dalla Procura di Bologna, il giovane è deceduto poco dopo per ipossia ossia una grave carenza di ossigeno. L’esito dell’autopsia, effettuata il 24 luglio, ha evidenziato una sofferenza respiratoria fatale legata sia al consumo di sostanze stupefacenti sia alla posizione corporea adottata durante il contenimento.
Esiti tossicologici e anatomopatologici
Gli esami tossicologici hanno rilevato una concentrazione di cocaina pari a circa 300 nanogrammi per millilitro nel sangue di Fakir, valore indicato come “metà della soglia letale” dalla letteratura scientifica. Il metabolita della cocaina risulta comunque superiore a quello considerato normalmente non letale soprattutto se associato a uno stato di agitazione.
Contributo della sostanza al fabbisogno di ossigeno
L’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta i familiari di Fakir, sostiene che la droga abbia incrementato il fabbisogno di ossigeno del soggetto, ma che la posizione prona abbia avuto un ruolo determinante nella mancanza di aria. “Una morte come quella di Riccardo Magherini”, ha commentato Anselmo, richiamando un caso simile verificatosi a Firenze, in cui la posizione del corpo aveva aggravato l’ipossia.
Divergenze tra le parti legali
L’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due agenti coinvolti, enfatizza l’aspetto della cocaina come “centro della dinamica”. Secondo Bordoni, la sostanza avrebbe provocato un “infarcimento da cocaina” capace di indurre un sanguinamento alveolare, contribuendo alla morte indipendentemente dal contenimento. “Dalle riprese video si osserva che gli agenti hanno tentato più volte di posizionare il 42enne su un fianco, ma Fakir ha reagito mordendo, ostacolando l’operazione”, ha affermato l’avvocato.
Il ruolo della polizia nella catena causale
Il pool peritale della Procura, ancora in fase di redazione della relazione finale, ha già indicato la presenza di “tracce fibrotiche” nel cuore di Fakir, ma ha escluso patologie preesistenti di rilievo. La discussione si concentra ora sul peso relativo della cocaina rispetto all’asfissia da posizione prona. La Corte dovrà valutare se la condotta degli agenti sia stata proporzionale e se l’uso della posizione a terra abbia aggravato la situazione.
Prossime fasi dell’indagine
La Procura di Bologna ha affidato al RIS il compito di catalogare tutti i video disponibili, inclusa la body-cam di un agente, per ricostruire l’intera sequenza dei fatti. La relazione medico-legale completa è prevista entro il 21 ottobre. Nel frattempo, due testimoni aggiuntivi sono stati identificati: l’uomo con cui Fakir ha trascorso la notte precedente e il custode del suo secondo cellulare, ora consegnato alle autorità.
Il risultato finale dell’inchiesta avrà implicazioni rilevanti per la responsabilità penale dei poliziotti e per le pratiche di contenimento in situazioni di agitazione legata all’uso di sostanze stupefacenti. La comunità legale seguirà con attenzione le conclusioni del giudizio, che saranno pubblicate tra fine ottobre e inizio novembre.
Procedura legale e possibili conseguenze
Il fascicolo aperto dalla Procura di Bologna è stato classificato come “omicidio colposo” e i due agenti sono stati annotati a modello 45-bis. Qualora la relazione finale confermasse una responsabilità penale, potrebbero essere avviate delle indagini disciplinari interne ai corpi di polizia, oltre a possibili richieste di risarcimento da parte dei familiari di Fakir.
Il dibattito pubblico e le pressioni dei media hanno già spinto le autorità a garantire trasparenza nella ricostruzione dei fatti. La pubblicazione dei video, l’analisi dettagliata dei risultati tossicologici e la discussione tra periti e consulenti di parte saranno cruciali per stabilire se la combinazione di cocaina e contenimento sia stata decisiva nella tragica scomparsa di Abderrahim Fakir.



