Il Comune di Bologna ha voluto dare il via a una nuova struttura sanitaria nel quartiere Pilastro, scegliendo la Casa della Comunità di via Pirandello come palco per l’inaugurazione. Presenti il sindaco Matteo Lepore e la direttrice dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini erano le autorità locali, mentre i residenti attendevano di vedere i nuovi spazi dedicati a salute e benessere. L’evento, pensato come momento di confronto con la cittadinanza, è stato però interrotto da una manifestazione decisa dei gruppi locali.
Una decina di attivisti dei comitati Mu Basta e Popolare Pilastro ha marciato verso l’ingresso, sventolando cartelli e slogan contro quello che definiscono un progetto imposto. I manifestanti hanno consegnato una lettera contenente più di mille firme chiedendo la convocazione di una assemblea pubblica per valutare l’intervento. Il tono è rimasto acceso, ma i leader dei gruppi hanno ribadito la volontà di dialogare piuttosto che di ricorrere a scontri.
I comitati Mu Basta e Popolare Pilastro intervengono durante l’inaugurazione
Al centro della protesta c’è la richiesta di maggiore partecipazione cittadina. La petizione, firmata da oltre mille abitanti, sottolinea la necessità di una discussione aperta prima della conclusione dei lavori. I manifestanti hanno distribuito volanti che ricordano le precedenti assemblee, mentre hanno ricordato che il MUBA – il Museo dei bambini in costruzione nei pressi del parco – è ancora oggetto di contestazione per i recenti scontri avvenuti con le forze dell’ordine. Le critiche non si limitano solo al progetto, ma si estendono anche alla percezione di un “silenzio” istituzionale nei confronti delle istanze del territorio.
Un residuo di lacrimogeno scoperto nella giacca del sindaco
Il momento più sorprendente è stato l’infilare di un piccolo frammento di lacrimogeno nella tasca della giacca di Matteo Lepore da parte di un’attivista. Il residuo è stato rapidamente sequestrato dalla scorta che accompagnava il sindaco, ma l’accaduto ha suscitato scalpore perché proveniva dal parco dove è in corso la costruzione del Museo dei bambini. Quell’area è stata teatro di accesi scontri mesi fa tra chi si oppone all’opera e le forze dell’ordine, facendo emergere una ferita ancora aperta nella relazione tra amministrazione e cittadini.
Le dichiarazioni di Lepore e il futuro del progetto MUBA
Di fronte alle proteste, Matteo Lepore ha ribadito che “il dialogo lo facciamo sempre”. Ha sottolineato di percorrere il quartiere Pilastro “ogni due o tre mesi”, conoscendo i cittadini “quasi uno per uno”. Il sindaco ha dichiarato che le assemblee pubbliche avvengono regolarmente, ma hanno scarso afflusso, invitando gli oppositori a partecipare attivamente piuttosto che urlare. Riguardo al MUBA Lepore ha garantito che i lavori saranno completati entro il descrivendo la struttura come un edificio di legno non particolarmente complesso, progettato insieme al terzo settore per assicurare una gestione condivisa.
Il ruolo del terzo settore nella gestione del MUBA
Le autorità hanno già avviato incontri con associazioni locali per definire modalità di gestione congiunta. Il progetto prevede spazi educativi, attività extrascolastiche pomeridiane e un forte coinvolgimento di fondazioni e della Commissione europea per il finanziamento. Lepore ha ricordato che, nello stesso mandato, sono stati aperti o rinnovati 30 centri di aggregazione giovanile in tutta la città, ribadendo l’impegno a investire risorse anche al di fuori del bilancio comunale.



