BolognaFiere e Bologna FC hanno sottoscritto una lettera d’intenti per avviare lo studio di fattibilità di un nuovo stadio polivalente in zona Fiera a Bologna, con l’obiettivo di predisporre il progetto nei prossimi mesi e candidarlo tra gli interventi collegati a EURO 2032; ultimo aggiornamento: 5 agosto 2026.
Il progetto è considerato strategico perché mira a realizzare un impianto da oltre 30 mila posti che ospiterebbe partite, concerti e grandi eventi, integrando funzioni fieristiche e congressuali già presenti nell’area della Fiera. Il Comune di Bologna ha avviato il confronto istituzionale necessario per accompagnare le fasi successive e nel contempo la candidatura è stata formalizzata al Ministero per lo Sport.
Accordi, ruoli e dichiarazioni pubbliche
La lettera d’intenti è stata firmata dalle due società proprietarie dell’iniziativa, con il Comune coinvolto come interlocutore istituzionale. Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, ha sottolineato l’impegno della società mettendo a disposizione l’area e l’esperienza nella gestione di infrastrutture: “La collaborazione con Bologna FC nasce da una visione condivisa: contribuire alla crescita della città attraverso un investimento capace di coniugare sport, spettacoli e attività fieristico-congressuali, sviluppo urbano, sostenibilità e attrattività internazionale.”
Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna FC, ha spiegato l’obiettivo sportivo e funzionale dell’iniziativa: “La collaborazione con BolognaFiere ci consentirà di progettare un impianto che sarà in grado di ospitare anche concerti ed eventi, rendendo ancora di più la città un polo di attrazione per le attività espositive e di intrattenimento.” Il presidente del club Joey Saputo ha firmato la candidatura insieme al sindaco Matteo Lepore.
Il sindaco Matteo Lepore ha commentato la proposta come elemento di sviluppo urbano: “È una proposta per noi molto interessante, che completerebbe la nostra visione per un quadrante della città dedicato a tecnologie, eventi e conoscenza, affiancando il nuovo Palazzo dello Sport.”
Area scelta, motivazioni e collegamenti infrastrutturali
L’area individuata per l’impianto è di proprietà di BolognaFiere e si colloca tra la linea ferroviaria e l’autostrada, in un quadrante già oggetto di trasformazione urbana. I proponenti hanno indicato come punti di forza la vicinanza al casello autostradale, la tangenziale e il futuro tram, oltre alla presenza di ampi parcheggi. Il modello progettuale privilegerà la multifunzionalità per assicurare un utilizzo continuativo dell’impianto e limitare il consumo di suolo verde secondo le indicazioni dei promotori.
Gianpiero Calzolari ha ribadito la logica economica dietro la scelta: “Nessuna società al mondo può sostenere uno stadio che vive ogni 15 giorni per la partita”, richiamando la necessità di destinazioni d’uso plurime per la struttura.
Tempistiche, costi e governance dell’operazione
Il piano aggiornato prevede la definizione di una soluzione di massima tra agosto e settembre 2026, con il via libera definitivo atteso entro l’autunno e la progettazione esecutiva nel 2027. L’obiettivo dichiarato resta quello di consegnare l’impianto in tempo utile per gli impegni legati a EURO 2032 qualora la candidatura venisse approvata e finanziata.
I costi stimati per la realizzazione sono indicati tra i 250 e i 300 milioni di euro cifra nettamente superiore rispetto a un intervento sullo storico Dall’Ara e dovuta alla natura polivalente dell’opera, che richiede soluzioni tecniche come coperture parziali o totali e sistemi per proteggere il manto erboso durante eventi non sportivi. La compagine societaria iniziale vede BolognaFiere e Bologna FC come soci paritari, ciascuno con il 50% delle quote, ma è prevista l’apertura alla ricerca di ulteriori investitori privati.
Calzolari ha citato la possibilità di ricorrere al contributo statale a fondo perduto previsto per le infrastrutture legate a EURO 2032, segnalando come il fondo attuale non sia sufficiente rispetto alle richieste pervenute e richieda un ulteriore rifinanziamento dallo Stato. Per la progettazione strutturale è stato individuato Massimo Majowiecki, mentre la scelta dell’architetto non è ancora stata formalizzata.
Tifosi, Dall’Ara e ricadute urbane
Le reazioni dei tifosi del Bologna FC sono state varie: alcuni hanno espresso nostalgia per lo storico Dall’Ara inaugurato nel 1926, mentre altri hanno accolto favorevolmente l’opportunità di dotare il club di un impianto moderno. Alfredo Cazzola, ex presidente rossoblù, ha espresso entusiasmo per il binomio Fiera-Bfc e la scelta della collocazione. Gino Fabbri, figura pubblica nel settore della pasticceria, ha indicato il progetto come fattibile a condizione di un forte accordo istituzionale: “In città si può fare tanto perché ci sono tutte le condizioni necessarie”.
Il futuro del Dall’Ara è rimasto aperto; l’amministrazione dovrà valutare opzioni di rifunzionalizzazione e riqualificazione del quadrante urbano qualora l’operazione procedesse. La candidatura del nuovo stadio è stata formalizzata al ministro per lo Sport Andrea Abodi, che dovrà decidere l’inserimento tra gli interventi collegati agli Europei del 2032.



