Il centro di reggio emilia è rimasto segnato dalla morte di Raffaele Stipa 67 anni, titolare della pizzeria Yoghi. La tragedia è avvenuta la sera del 29 giugno quando un cliente abituale, identificato come Andrea Pellati 43 anni, ha colpito mortalmente il pizzaiolo e ha ferito gravemente la sorella Antonella 52 anni. Le immagini delle telecamere interne e le testimonianze dei presenti hanno fornito elementi chiave per ricostruire la dinamica dell’aggressione, che ha scosso la comunità locale e spinto le autorità a intervenire rapidamente.
Le autorità hanno spiegato che, secondo le indagini, l’episodio è avvenuto intorno alle 22 e si è concluso con l’arresto dell’indagato nella notte: la Polizia ha rintracciato Pellati intorno alle 2 della notte nell’abitazione dei genitori. Dopo la convalida dell’arresto, l’udienza è stata assegnata al GIP Francesco Panchieri mentre la difesa è stata affidata all’avvocato d’ufficio Alessandra Bonini. I profili penali e sanitari collegati al caso hanno infine portato la Procura a contestare pesanti aggravanti.
Accuse della Procura e elementi dell’impianto probatorio
La Procura di Reggio Emilia guidata dal magistrato Calogero Gaetano Paci ha formulato al 43enne le ipotesi di delitto con le aggravanti della premeditazione e dei motivi futili e abbietti. Secondo quanto emerso, Pellati si sarebbe presentato nel locale senza pronunciare parole e avrebbe estratto un coltello dallo zaino per colpire ripetutamente Stipa dietro il bancone, provando la volontà di uccidere la vittima: «Gesti che allo stato è possibile ricostruire come diretti univocamente ed esclusivamente ad uccidere la vittima», ha dichiarato il procuratore Paci in conferenza stampa. Le ferite alla gola e al torace si sono rivelate fatali per Raffaele, mentre Antonella ha riportato lesioni gravi nel tentativo di soccorrere il fratello.
Contesto immediato dell’aggressione
La ricostruzione investigativa include anche lo scambio che, poche ore prima, avrebbe interessato la pizzeria: una conoscente di Pellati avrebbe chiesto ad Antonella delle pizze da addebitare su un conto già aperto; alla richiesta la donna avrebbe replicato che il debito di 35 euro andava saldato e che non sarebbero state effettuate ulteriori consegne a credito. Pellati, residente a pochi passi dalla pizzeria e cliente abituale, è entrato nella scena intorno alle 22 e gli elementi di prova raccolti (video e testimonianze) hanno indirizzato le indagini verso una dinamica deliberata.
Profilo dell’indagato, legami familiari e reazioni della comunità
Emergono dettagli sul passato di Pellati: l’indagato aveva precedenti per droga ed era seguito dai servizi territoriali di salute mentale dell’ASP di Reggio Emilia prima di comunicare l’intenzione di proseguire con un terapeuta privato. La vicenda ha riacceso il tema del monitoraggio delle situazioni di disagio psichico e della necessità di un coordinamento più stretto tra enti sanitari e forze dell’ordine. Nel frattempo, la famiglia di Stipa ha ricevuto numerosi messaggi di cordoglio: Raffaele e Antonella sono originari di Capo d’Orlando dove vivono ancora alcuni parenti, e Raffaele era ricordato come una persona di grande disponibilità che aveva lasciato la Sicilia per realizzare il proprio lavoro a Reggio Emilia.
La pizzeria, aperta da circa vent’anni, era diventata un punto di riferimento per il quartiere, e la scena dell’aggressione, avvenuta alla presenza dei clienti, ha suscitato sconcerto e commozione tra i frequentatori e i residenti. L’arresto nella notte e la successiva udienza di convalida hanno segnato i primi passaggi procedurali, mentre la Procura lavora per consolidare l’impianto accusatorio sulla base delle immagini e delle dichiarazioni raccolte.
Interventi istituzionali e creazione di un gruppo di lavoro
La vicenda è stata discussa in Prefettura durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza, dove il prefetto Angieri ha evidenziato la necessità di rafforzare lo scambio informativo tra le istituzioni nei casi di disagio psichico. Il procuratore Paci ha chiesto di definire regole di ingaggio precise e strumenti preventivi.
Il nuovo percorso istituzionale intende tradurre in pratiche condivise la necessità di coordinare interventi sanitari e di sicurezza pubblica, soprattutto nei casi che possono coinvolgere soggetti seguiti dai servizi di salute mentale. Mentre le indagini penali proseguono sotto la direzione della Procura, la comunità di Reggio Emilia e i familiari di Capo d’Orlando attendono chiarimenti e sviluppi sull’accaduto.



