Lo scorso agosto, la giovane calciatrice di 23 anni, Federica Buonamassa, era in vacanza in Sardegna quando la golf-car in cui viaggiava si è ribaltata in curva, schiacciandole la gamba sinistra. L’impatto ha provocato una frattura complessa, con perdita di sostanza ossea e danni ai tessuti molli, mettendo a serio rischio la funzionalità dell’arto e la carriera sportiva della atleta.
Dopo le prime cure sul posto, la squadra medica ha effettuato un trasferimento in elicottero al Trauma Center di Asclepios del Policlinico di Bari. L’intervento è stato coordinato dalle unità di Chirurgia plastica e di Ortopedia e Traumatologia dirette rispettivamente da Giuseppe Giudice e Giuseppe Solarino. L’obiettivo immediato era stabilizzare la zona, evitare infezioni e preservare quanto più possibile la mobilità dell’articolazione.
Intervento d'urgenza e ricostruzione tissutale
Il primo passo, eseguito entro poche ore dall’arrivo, è stato una pulizia chirurgica d'urgenza per rimuovere ogni tessuto necrotico e ridurre il rischio di complicanze infettive. Il trapianto di tessuto prelevato dalla coscia è stato poi programmato per il settimo giorno post-trauma, consentendo ai medici di stabilire una buona vascolarizzazione nella zona lesa. Il chirurgo Michele Maruccia ha curato l’anastomosi dei vasi sanguigni tra il lembo trasferito e i vasi della gamba, garantendo l’apporto di sangue necessario alla rigenerazione.
Trapianto di tessuto da coscia
Il tessuto prelevato è stato sagomato per coprire la perdita sia ossea che di morbido, venendo fissato con punti di sutura microscopici. La procedura ha permesso di colmare un deficit di sostanza ossea significativo, creando una base solida per gli interventi successivi. L’uso di un lembo vascolare ha inoltre ridotto drasticamente il pericolo di necrosi e ha fornito una copertura protettiva alla frattura.
Piano ortopedico definitivo con la tecnica di Masquelet
Una volta stabilizzato il ferito, l’équipe ortopedica ha avviato la fase successiva: l’applicazione della Tecnica di Masquelet. In questa prima operazione è stato inserito un distanziatore di cemento chirurgico nello spazio lasciato dalla perdita ossea, creando una membrana indurita che favorisce la rigenerazione ossea. Giuseppe Solarino ha illustrato che, nelle prossime settimane, il distanziatore sarà rimosso per inserire un chiodo endomidollare associato a un innesto osseo autologo all’interno della membrana, completando così la ricostruzione strutturale dell’arto.
Obiettivo di ritorno al calcio
Il risultato atteso è il recupero della piena funzionalità della gamba con possibilità di riavviare la riabilitazione sportiva. La posizione della frattura, situata tra legamenti ancora integri, rappresenta un fattore favorevole per il successo dell’intervento. Antonio Sanguedolce, direttore generale del Policlinico di Bari, ha sottolineato l’importanza della collaborazione multidisciplinare per affrontare traumi di tale gravità, affermando che il centro è in grado di offrire “risposte specialistiche integrate”.
Federica è tornata a casa pochi giorni fa, ma il percorso di cura non è concluso: la seconda operazione ortopedica è programmata nelle prossime settimane. Se tutto andrà per il meglio, la giovane potrà gradualmente riprendere l’attività quotidiana e, con il tempo, ambire a rientrare sui campi di calcio, dove ha già indossato le maglie del Chievo, del Sassuolo e, attualmente, del Gatteo Mare.



