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Pietro Piovaccari e Andrea Fungo Pelliconi: l’avventura in Senegal per un progetto benefico

Un viaggio da Imola a Kabrousse in Senegal per regalare un pulmino all'ospedale pediatrico. La storia di Pietro Piovaccari e Andrea Fungo Pelliconi.

Pietro Piovaccari e Andrea Fungo Pelliconi: l’avventura in Senegal per un progetto benefico

Un viaggio di oltre sei o sette chilometri a piedi lungo la spiaggia, un pulmino da trasformare in scuolabus e ambulanza e un libro che racconta un’esperienza indimenticabile. Questa è la storia di Pietro Piovaccari, fondatore dell’associazione Fustaja di Fontanelice e Andrea Fungo Pelliconi, lo street artist imolese che ha documentato il viaggio in un libro intitolato Diario di viaggio. Imola-Kabrousse.

Tutto è iniziato con una raccolta fondi per l’acquisto di un pulmino destinato all’associazione Kasomay di Imola un gruppo di medici e operatori sanitari volontari in Africa. Il pulmino sarebbe stato trasformato in uno scuolabus e, all’occorrenza, in un’ambulanza per l’ospedale pediatrico di Kabrousse, in Senegal.

Un incontro casuale e un viaggio indimenticabile

Il coinvolgimento di Andrea Fungo Pelliconi nel progetto è stato del tutto casuale. Pietro Piovaccari lo ha incontrato mentre usciva dalla pizzeria Quattroquinti e gli ha chiesto se volesse unirsi a loro. «Non ho neanche avuto bisogno di pensarci», racconta Fungo. «Quando si presenta un’opportunità di questo genere e si ha la fortuna di essere liberi, si deve rispondere “sì” immediatamente. Un viaggio è un’esperienza meravigliosa, e lo è ancora di più quando è on the road».

Il viaggio, durato circa dieci giorni e svolto nel gennaio di quest’anno, ha attraversato il Marocco il Sahara occidentale il Tropico del Cancro e la Mauritania. «Le emozioni sono state veramente molte», ricorda Fungo. «In più di un’occasione mi è venuto un nodo alla gola. Quando siamo arrivati, ho conosciuto tante persone, e ho trovato sempre qualcuno con cui suonare e cantare».

Un viaggio che continua oltre la meta

Rispetto ai suoi compagni di viaggio, Fungo ha deciso di rimanere cinque giorni in più per seguire la finale della Coppa d’Africa fra il Senegal e il Marocco. Da Cap Skirring una località meravigliosa in cui si erano fermati, è arrivato a Kabrousse a piedi, camminando lungo la spiaggia per sei o sette chilometri.

Il libro: Diario di viaggio. Imola-Kabrousse

Il libro, edito da La Mandragora nasce dagli appunti di viaggio di Fungo. «Stavo seduto dietro», ricorda. «Ho guidato giusto per un minuto, dopo che ci siamo insabbiati nel deserto e gli altri due sono scesi per spingere il furgoncino, perché sono più grossi di me. E da lì dietro ho cominciato a documentare tutto quello che succedeva, chilometro dopo chilometro».

Alla sera, fin da quando erano sul traghetto da Genova a Tangeri, Fungo leggeva a Pietro e Umberto le sue storie. «Ci scappava da ridere», racconta. «Mi piace molto anche fare le foto. E alcune sono state scelte per il libro, volutamente in bianco e nero».

Anche ora che è al lavoro per la realizzazione di un nuovo murales, la mente di Fungo viaggia lontano da Imola. «Se qualcuno avrà un bel progetto da proporre, io ci sono», conclude.

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