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Processo a Ferrara: avvocata accusata di rubare 21mila euro

Una avvocata di Ferrara è sotto accusa di peculato per aver prelevato oltre 21mila euro dal conto di una cliente vulnerabile, grazie a operazioni bancarie dubbie e a lavori falsi.

Processo a Ferrara: avvocata accusata di rubare 21mila euro

Il caso ha suscitato scalpore a Ferrara: una professionista legale, nominata amministratrice di sostegno da un giudice tutelare, è accusata di aver appropriato denaro destinato a una signora anziana. Le indagini, avviate su segnalazione di una parente, hanno messo in luce una serie di movimenti contabili sospetti, culminati in un esborso complessivo di 21.334 euro.

L’intervento della Polizia di Stato attraverso la sua sezione di polizia giudiziaria, ha permesso di ricostruire l’intero iter operativo: dalla nomina, avvenuta il 10 ottobre 2018, alla morte dell’assistita, avvenuta il 17 agosto 2021.

Nomina a amministratrice di sostegno e gestione del conto postale

Il giudice tutelare di Ferrara ha affidato all’avvocata ferrarese, di 56 anni, l’incarico di curare gli interessi patrimoniali della signora, residente a Portomaggiore. A tal fine le è stato consegnato l’accesso al conto corrente postale, che al 30 aprile 2019 presentava una giacenza di 54.526 euro oltre al relativo bancomat. La professionista avrebbe dovuto vigilare sulle spese della beneficiaria, garantendone la sostenibilità fino ai suoi ultimi anni di vita.

Operazioni bancarie contestate e presunto schema di frode

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, a partire dal 24 giugno 2019 sono stati effettuati numerosi prelievi e bonifici di modesta entità, mai preventivamente autorizzati dal giudice. Si tratta di operazioni di poche centinaia di euro, eseguite tramite sportello, ATM e POS, senza una giustificazione plausibile. La procedura di prelievo, pur apparentemente anonima, ha creato un graduale sfioramento del capitale.

Il fulcro dell’accusa, però, riguarda una serie di pagamenti fittizi descritti come “lavori di sfalcio, pulizia, smaltimento, diserbo, trinciatura, scavo e pulizia fossi, ruspatura e livellatura” riferiti al fondo agricolo di proprietà dell’assistita. Le indagini hanno evidenziato che tali interventi non sono mai stati eseguiti, ma sono stati utilizzati per giustificare l’uscita di 21.334 euro dal conto, distribuiti in più tranche fino al giorno della morte della proprietaria.

Procedimento giudiziario e prossime udienze

La Procura di Ferrara ha formulato l’imputazione per peculato basandosi sui dati bancari e sulla testimonianza della parente denunciante. L’imputata, difesa da un team legale, dovrà comparire nuovamente in aula il 5 novembre, data prevista per l’esame diretto. L’esito di questo procedimento determinerà se la condotta dell’avvocata configurerà un reato penale grave, con possibili conseguenze penali e civili.

Nel frattempo, la vicenda evidenzia le criticità del sistema di tutela per le persone vulnerabili e la necessità di un controllo più stringente sui soggetti nominati come amministratori di sostegno. Il caso rimane sotto stretta osservazione da parte delle autorità locali e della cittadinanza férrarese.

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