10 Settembre 2026 🌫 21°

Processo abbreviato per aggressione al parco della Montagnola: 12 anni di carcere

Un 25enne tunisino è stato condannato a 12 anni di carcere per il tentato omicidio di tre uomini al parco della Montagnola di Bologna. L'aggressione è avvenuta lo scorso ottobre con machete e spranga.

Processo abbreviato per aggressione al parco della Montagnola: 12 anni di carcere

Un drammatico episodio di violenza si è concluso con una condanna a 12 anni di carcere per un giovane di origini tunisine. Il processo, celebrato con rito abbreviato, ha visto l’imputato, un 25enne, riconosciuto colpevole del tentato omicidio di tre uomini al parco della Montagnola di Bologna. L’aggressione, avvenuta l’11 ottobre dello scorso anno, ha coinvolto due senegalesi e un gambiano, tutti estranei alla rissa iniziale che aveva scatenato la violenza.

L’aggressione e le circostanze del fatto

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il 25enne e il fratello maggiore, attualmente latitante, avevano avuto un diverbio con un altro gruppo di persone. Dopo essersi allontanati per recuperare armi nascoste nel parco, tra cui un machete e una spranga i due fratelli sono tornati sul luogo della rissa. Non trovando i loro avversari, hanno aggredito tre uomini del tutto estranei alla vicenda. Le vittime hanno riportato ferite guaribili in 15, 35 e 46 giorni.

Le armi utilizzate e le dinamiche dell’attacco

Le armi utilizzate nell’aggressione, un machete un coltello e una spranga sono state recuperate dai due fratelli prima dell’attacco. L’accusa ha sottolineato come l’aggressione sia stata compiuta con motivi futili aggravando la gravità del reato. Le vittime, tutte estranee alla rissa iniziale, sono state colpite in modo brutale, ma fortunatamente le loro ferite non hanno messo in pericolo la loro vita.

La sentenza e le conseguenze legali

La giudice Roberta Malavasi ha condannato il 25enne a 12 anni di carcere, come richiesto dalla Procura. Inoltre, una volta scontata la pena, il giovane sarà espulso dall’Italia. La sentenza ha anche disposto una provvisionale di 20mila euro per ciascuna delle parti civili, da liquidarsi in sede civile. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.

Le parti civili e la difesa

Due delle vittime dell’aggressione erano assistite dagli avvocati Federico Fischer e Nausicaa Turco. La difesa del 25enne non ha presentato prove sufficienti a scagionare l’imputato, che è stato riconosciuto colpevole dei reati di tentato omicidio aggravato e porto di armi abusivo. Il fratello maggiore, attualmente latitante, è ancora ricercato dalle autorità.

Questo caso rappresenta un esempio grave di violenza urbana, che ha scosso la comunità bolognese. La condanna a 12 anni di carcere riflette la gravità del reato commesso e l’impatto che tali atti di violenza hanno sulla società.

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