La seconda parte de L’Inquisizione romana a Imola curata da Giacomo Mariani e pubblicata dall’Editrice Il Nuovo Diario Messaggero completa la documentazione iniziata con il primo volume dedicato ai processi tra il 1551 e il 1592. Dopo il lavoro condotto nel 2026 lo studioso ha dedicato un periodo di ricerca caratterizzato da un approccio definito «lungo e paziente» per decifrare e ordinare gli atti conservati.
Il nuovo libro raccoglie la produzione documentaria relativa agli anni 1593–1597 un arco temporale più breve rispetto al primo volume ma ricco di elementi che illuminano la vita sociale e religiosa della città. I documenti provengono dall’Archivio diocesano di Imola dove sono conservati ancora «pressoché integri», e costituiscono un patrimonio raro a livello regionale e nazionale.
Il contenuto del volume: trentasette processi e temi ricorrenti
Nel nuovo tomo sono raccolti trentasette casi processuali: la maggior parte riguarda accuse di bestemmia o di espressioni ritenute blasfeme, ma i fascicoli contengono anche episodi che vanno oltre la sfera strettamente religiosa, intrecciandosi con la vita quotidiana della comunità. Le carte descrivono liti tra vicini, rancori personali e rapporti che oggi appaiono come piccoli frammenti di cronaca locale del Cinquecento. Come osserva il curatore, «Anche il lettore comune, che non è uno storico, può essere interessato alla pubblicazione». Questo perché il volume «offre una finestra sulla cronaca imolese del Cinquecento», rendendo palpabili atteggiamenti, timori e pratiche sociali di quel contesto.
Tipologie di accuse e dinamiche sociali
Le accuse documentate nel periodo 1593-1597 mostrano una prevalenza di segnalazioni legate alla blasfemia ma non mancano episodi in cui la dimensione religiosa si mescola a questioni personali: gelosie, vendette verbali, dissidi di vicinato. Le carte permettono di osservare come la censura morale e religiosa dell’epoca si declinasse anche attraverso rapporti interpersonali che oggi potremmo considerare microstorie di comunità. In molti casi, le testimonianze raccolte durante i processi fanno emergere sentimenti e relazioni che non sarebbero altrimenti giunti fino a noi.
Conservazione e rarità dell’archivio di Imola
Una delle ragioni che rendono questo progetto editoriale particolarmente significativo è la condizione delle fonti: gli atti sono infatti custoditi nell’Archivio diocesano di Imola e si presentano «pressoché integri». Secondo il curatore, si tratta di un caso unico nella regione e raro a livello nazionale, vista la dispersione o la distruzione che ha colpito documenti analoghi in altri luoghi nel corso dei secoli. La buona conservazione ha permesso una lettura più completa e accurata delle procedure inquisitoriali locali, restituendo dettagli fino ad oggi poco esplorati dagli studi sulla realtà imolese del Cinquecento.
La disponibilità di questi fascicoli ha consentito di mettere insieme una narrazione documentaria che non si limita a elencare capi d’accusa, ma ricostruisce contesti: la scansione temporale degli anni 1593–1597 i protagonisti delle vicende processuali e gli esiti registrati nelle carte. Tra gli episodi narrati nel volume emergono anche aneddoti curiosi che testimoniano la convivenza tra credenze popolari e pratiche giudiziarie formali.
Un caso curioso: Maddalena la Fenzarola
Tra le storie riportate, spicca quella di Maddalena la Fenzarola che per cercare di giustificare una posizione compromessa avrebbe invocato l’intervento del Mazapégul una creatura del folclore romagnolo. Questo episodio è emblematico della mescolanza tra immaginario popolare e discorsi formali all’interno dei processi: il ricorso a figure folkloriche a fini difensivi rivela come i confini tra superstizione e giustificazione legale fossero spesso sfumati.
La sequenza di racconti, deposizioni e motivazioni amministrative presente nel volume permette al lettore di seguire non solo i meccanismi dell’inquisizione, ma anche la quotidianità di una comunità imolese del Cinquecento fatta di rapporti personali, sospetti e curiosità.
Il libro è disponibile per l’acquisto negli uffici di Imola, in via Emilia 77-79 presso le librerie del territorio e tramite la libreria online dell’Editrice Il Nuovo Diario Messaggero. Per approfondimenti e per consultare la tabella dei casi pubblicata, è possibile fare riferimento all’edizione del giovedì 25 giugno dove si trovano ulteriori dettagli e le parole del curatore.



