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Razzo anticarro M6A1 ritrovato e fatto brillare dopo la bonifica

Questa mattina a Sassoleone, nei pressi del parcheggio del ristorante Da.Mì, è riaffiorato un razzo anticarro americano M6A1 della Seconda Guerra Mondiale; su richiesta della Prefettura di Bologna il Reggimento Genio Ferrovieri dell'Esercito ha effettuato la bonifica e ha trasportato l'ordigno in una cava di Imola, dove è stato fatto brillare. Dall'inizio dell'anno gli artificieri del reggimento hanno neutralizzato oltre 200 ordigni nella loro area di competenza.

Razzo anticarro M6A1 ritrovato e fatto brillare dopo la bonifica

Questa mattina, 04 LUG, è emerso un residuato bellico durante lavori nell’area di Sassoleone nel territorio di Casalfiumanese in provincia di Bologna. L’ordigno è stato individuato nel parcheggio del ristorante Da.Mì lungo via Sillaro e la segnalazione ha attivato le procedure di sicurezza previste per il ritrovamento di materiale esplosivo della Seconda Guerra Mondiale.

Immediatamente è intervenuta la Prefettura di Bologna, che ha richiesto l’intervento specialistico dell’Esercito. Il compito è stato affidato al Reggimento Genio Ferrovieri il reparto con competenze sugli ordigni bellici, che ha provveduto alla messa in sicurezza e alla rimozione dell’oggetto, poi trasportato per la neutralizzazione.

Caratteristiche dell’ordigno e operazione di bonifica

L’oggetto recuperato è stato identificato come un razzo anticarro di origine americana, modello M6A1 Heat risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il reperto, rimasto sepolto per decenni, è riaffiorato durante i lavori nell’area di parcheggio e presentava le criticità tipiche dei residuati storici: corrosione esterna ma potenziale pericolo ancora presente nel sistema esplosivo interno.

Gli artificieri del reggimento hanno operato seguendo protocolli consolidati: valutazione visiva e strumentale, delimitazione della zona, evacuazione preventiva delle aree a rischio e rimozione controllata dell’ordigno. Una volta messa in sicurezza la struttura, il razzo è stato caricato su mezzo idoneo e trasferito nel pomeriggio a una cava situata a Imola dove è stato fatto brillare in condizioni controllate per neutralizzare la minaccia.

Dettagli tecnici sulla neutralizzazione

La scelta della cava di Imola come sito di brillamento è stata dettata dalla necessità di isolare l’area e limitare rischi per la popolazione. L’operazione di brillamento, eseguita dagli specialisti del reggimento, ha previsto la predisposizione di misure di contenimento e di controllo ambientale per ridurre l’impatto della detonazione sul territorio circostante.

Il ruolo del Reggimento Genio Ferrovieri e il bilancio degli interventi

Il Reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito è il reparto chiamato a intervenire in casi simili: la capacità di identificare, trasportare e neutralizzare residuati bellici è tra le sue competenze operative principali. Dal repertorio di ordigni rinvenuti nel territorio emergono sia munizioni minori che ordigni di maggiore calibro, molti dei quali ancora potenzialmente pericolosi nonostante l’età.

Dall’inizio dell’anno, gli artificieri del reggimento hanno condotto decine di operazioni nelle province di competenza, neutralizzando oltre 200 ordigni di vario tipo e calibro. Questo dato sottolinea sia la frequenza dei ritrovamenti sia l’importanza di mantenere personale altamente qualificato e procedure aggiornate per tutelare la sicurezza delle comunità locali.

Implicazioni per il territorio di Casalfiumanese e Sassoleone

Il ritrovamento del razzo vicino al ristorante Da.Mì richiama l’attenzione sulla presenza, in molte aree rurali e periurbane, di residuati bellici legati al conflitto mondiale. Pur essendo rari, tali ritrovamenti impongono comunque la necessità di informare i cittadini e gli operatori di cantiere sulle corrette modalità di comportamento: non toccare l’oggetto, segnalare l’area alle autorità e lasciare l’intervento agli specialisti.

La collaborazione tra la Prefettura di Bologna e l’Esercito ha consentito una gestione rapida e ordinata dell’emergenza, evitando l’evacuazione straordinaria su larga scala e garantendo la sicurezza dell’area interessata. L’operazione a Sassoleone si inscrive in una serie di interventi che mirano a ridurre i rischi residui legati alla presenza di materiale bellico ancora presente nel sottosuolo.

In considerazione della natura storica dell’ordigno, il ritrovamento costituisce anche un richiamo a un passato che, in alcune zone, resta ancora tangibile nel sottosuolo: un monito sulla necessità di conservare memoria e allo stesso tempo di gestire con rigore la sicurezza pubblica. Le autorità locali hanno ribadito l’invito alla prudenza e alla segnalazione immediata di qualsiasi reperto sospetto individuato durante attività di scavo o lavori.

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