8 Giugno 2026 🌤 18°

Rendiconto 2026 della Diocesi di Bologna: crescita del bilancio ma parrocchie in rosso

La Diocesi di Bologna chiude il 2026 con un bilancio superiore a 25 milioni di euro: forte impegno sociale e investimenti su patrimonio, ma alcune parrocchie, soprattutto in Alta Valle del Reno, Savena e centro storico, segnano difficoltà economiche.

Rendiconto 2026 della Diocesi di Bologna: crescita del bilancio ma parrocchie in rosso

Il rendiconto 2026 della Diocesi di Bologna è stato illustrato nell’ambito di un incontro dedicato alla trasparenza amministrativa e alla rendicontazione delle attività finanziate anche con l’8 per mille. Il documento complessivo evidenzia un sistema economico in crescita ma non uniforme: da un lato risorse importanti per interventi sociali e manutenzione del patrimonio, dall’altro debiti e risultati negativi in una parte delle parrocchie.

Nel corso della presentazione il ruolo della responsabilità gestionale è stato sottolineato come elemento centrale per collegare la raccolta fondi alle attività pastorali e caritative guidate dalla diocesi retto dal cardinale Matteo Zuppi. I numeri chiave del rendiconto descrivono come sono state impiegate le risorse e dove emergono le difficoltà territoriali.

Bilancio complessivo e struttura delle entrate e uscite

Per il 2026 la diocesi ha registrato un budget complessivo che supera i 25 milioni di euro. Le entrate totali si attestano intorno ai 25 milionimentre le uscite sono poco sopra i 24 milionipermettendo di chiudere con un avanzo di circa un milione di euro. A sostenere il sistema sono state in particolare le risorse provenienti dall’8 per millei fondi Cei, le offerte dei fedeli e le attività istituzionali.

La consistenza dell’avanzo riflette una gestione che ha mantenuto un equilibrio generale, ma lo scorporo dei capitoli di spesa mostra scelte precise: una quota rilevante delle risorse è stata destinata al sociale, mentre una parte consistente è stata investita nella tutela degli immobili di culto e nella manutenzione.

Ripartizione principale delle risorse

La voce più rilevante del bilancio riguarda gli interventi sociali e caritativi: nel 2026 sono stati impiegati 15,5 milioni di euro per attività di sostegno alle persone in difficoltà, progetti di accoglienza e iniziative locali. A questi si aggiungono 3,9 milioni di euro provenienti dai contributi della Conferenza Episcopale Italiana e della Caritas nazionaleche hanno integrato l’azione sociale sul territorio.

Investimenti sul patrimonio ecclesiastico e attività pastorali

Accanto al fronte sociale, la diocesi ha destinato risorse significative alla manutenzione e alla valorizzazione degli immobili di culto: sono stati impiegati 8,6 milioni di euro per lavori su chiese, canoniche e altri edifici ecclesiastici. Inoltre, circa 1,9 milioni di euro sono stati destinati al sostegno delle attività pastorali e alle iniziative di evangelizzazione.

Questi investimenti rispondono sia alla necessità di conservare il patrimonio artistico e funzionale sia all’esigenza di garantire spazi adeguati per le attività parrocchiali. La somma impiegata per le opere e la pastorale conferma la priorità assegnata a tutela e continuità del servizio religioso e sociale.

Situazione economica delle parrocchie e aree più critiche

Dall’analisi dei rendiconti delle singole parrocchie emerge una situazione non omogenea: circa il 20% delle parrocchie ha chiuso il 2026 con un risultato negativo, il 61% ha registrato un risultato economico positivo e il restante 19% si è attestato in pareggio. Questi dati mettono in luce come alcune realtà locali facciano fatica a sostenere spese ordinarie e straordinarie.

Le aree con le criticità più marcate sono state individuate nel territorio: il vicariato Alta Valle del Reno presenta il dato più preoccupante, con il 54% delle parrocchie in perdita. Seguono il vicariato Savena e il centro storico di Bolognaentrambi con una quota di parrocchie in rosso pari al 48%. In altre zone della diocesi, invece, il tessuto comunitario ha mantenuto una sostenibilità economica più solida.

Tensioni locali e impatto sul servizio

Le parrocchie con risultati negativi segnalano difficoltà nel coprire spese correnti e interventi straordinari, con effetti che possono ricadere sulla frequenza dei servizi, sulla manutenzione degli edifici e sulle capacità di risposta alle esigenze sociali del territorio. La distribuzione delle risorse e il supporto centrale diventano quindi elementi determinanti per sostenere le comunità più fragili.

Progetto “5 pani e 2 pesci” e destinazione degli aiuti

Tra gli strumenti di sostegno attivati dalla diocesi spicca il progetto caritativo “5 pani e 2 pesci”pensato per assistere vicariati e persone in situazioni di fragilità. Nel 2026 il progetto ha distribuito complessivamente 7 milioni di euro per far fronte a emergenze sociali e abitative.

La ripartizione degli interventi mostra le priorità: il 37% delle richieste finanziate ha riguardato il pagamento delle utenze domestiche, il 26% è stato destinato a problemi abitativi e al pagamento degli affitti, mentre altre quote hanno coperto spese sanitarie, scolastiche e costi di trasporto. Questo quadro testimonia l’impatto diretto dei fondi sulla vita quotidiana delle persone assistite.

Nel complesso, il rendiconto 2026 della Diocesi di Bologna disegna un equilibrio tra risorse importanti impiegate per il sociale e la cura del patrimonio e criticità economiche localizzate in specifici vicariati, richiedendo strategie di accompagnamento per le comunità in maggiore sofferenza.

Bologna adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 11 · NO₂ 3 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 8 Giugno