L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il “Atto di indirizzo triennale per il trasporto pubblico regionale 2026-2028” un pacchetto di interventi che riorganizza investimenti e priorità della mobilità regionale. La delibera è passata con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza Pd, Avs, Civici e M5s e contiene misure che interessano sia la mobilità urbana sia quella regionale.
Tra le misure annunciate si segnalano l’elettrificazione completa della rete ferroviaria l’espansione delle infrastrutture ciclabili e un programma di rinnovo della flotta autobus per garantire servizi più moderni e sostenibili. Il piano prevede inoltre interventi economici per sostenere l’accesso allo studio e la sicurezza sulle linee ferroviarie e stradali.
Elettrificazione della rete ferroviaria e conseguenze ambientali
La proposta indica che l’intera rete ferroviaria regionale sarà elettrificata con un orizzonte operativo fissato per il 2027, obiettivo che comporta l’eliminazione delle emissioni prodotte dai treni diesel. Questo intervento è presentato come una delle componenti centrali della cosiddetta riforma verde prevista dall’atto, pensata per ridurre l’impatto ambientale del trasporto regionale e favorire una mobilità più pulita.
Impatto sulla rete e sull’offerta
L’elettrificazione della rete comporterà un cambio tecnologico significativo per il servizio ferroviario metropolitano e regionale. La Regione intende utilizzare questo passaggio anche per potenziare il servizio ferroviario metropolitano, con ricadute su tempi di percorrenza e affidabilità. L’atto sottolinea la volontà di mandare “in pensione i vecchi treni diesel” e di promuovere mezzi compatibili con gli standard ambientali moderni.
Sviluppo della mobilità ciclabile e incentivi per gli utenti
Il piano fissa l’obiettivo di realizzare mille nuovi chilometri di piste ciclabili entro il 2027, una scelta mirata a raddoppiare gli spostamenti su due ruote nella regione. L’iniziativa è accompagnata da misure che incentivano l’intermodalità, come agevolazioni abbinate all’abbonamento del treno e un bonus per la bicicletta pieghevole pensato per facilitare i trasferimenti casa-scuola o casa-lavoro.
Agevolazioni per studenti
Tra le misure sociali confermate dall’atto figura l’abbonamento gratuito denominato Salta su rivolto agli studenti fino a 19 anni. Secondo le stime riportate nel testo, questa agevolazione ha già permesso alle famiglie un risparmio compreso tra 300 e 600 euro per figlio, consolidando il sostegno alla mobilità scolastica come elemento strutturale della politica regionale.
Investimenti, sicurezza e governance del servizio
La Regione destina più di 628 milioni di euro per il rinnovamento dei bus e per mantenere le agevolazioni storiche; un fondo separato di 214 milioni di euro è invece previsto per un piano di sicurezza che mira a eliminare decine di passaggi a livello, individuati come cause principali di incidenti e ritardi. Questi finanziamenti puntano sia a migliorare l’infrastruttura sia a ridurre i rischi per gli utenti.
Organizzazione e ruolo degli enti locali
L’assessora regionale alla Mobilità, Irene Priolo ha richiamato il valore dell’atto non solo per l’azione diretta della Regione ma anche per il rapporto con gli enti locali: “l’importanza di questo atto non riguarda solo ciò che farà la Regione; ma riguarda anche gli enti locali per l’affidamento dei servizi.” Priolo ha inoltre precisato che “Sulla programmazione del Prit (Piano regionale integrato dei trasporti, ndr) ci misureremo; per individuare gli strumenti più adeguati; a partire dall’azienda unica; così come sulle scelte strategiche che dovremo fare per i cittadini; e sullo sviluppo delle nostre imprese;”.
Nel quadro delle richieste istituzionali, Priolo ha sollevato anche il tema delle risorse nazionali per il settore: “Quello che chiediamo, come Regioni, è un adeguamento all’Istat del fondo nazionale trasporti” per consentire un rilancio più incisivo delle politiche di mobilità sul territorio.
Il piano, valido per il triennio 2026-2028 include inoltre la previsione della nascita di un sistema tramviario a Bologna e il potenziamento del servizio ferroviario metropolitano, segnando un mix di interventi infrastrutturali, tecnologici e sociali che la Regione intende attuare nei prossimi anni.



