10 Settembre 2026 ☁ 21°

Risultati del Governance Poll 2026: i sindaci con il maggior gradimento

La rilevazione del Governance Poll 2026 dell'Istituto demoscopico Noto Sondaggi fotografa i livelli di consenso dei sindaci: Sara Funaro è al vertice, Michele Guerra figura tra i primi dieci e la classifica evidenzia aumenti e cali significativi in molte città italiane

Risultati del Governance Poll 2026: i sindaci con il maggior gradimento

Il Governance Poll 2026 condotto dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi restituisce una mappa aggiornata del gradimento dei primi cittadini in Italia, misurando il consenso espresso dalla popolazione rispetto al giorno delle elezioni. I dati, raccolti con metodologie miste, mostrano come alcuni sindaci abbiano incrementato il proprio livello di approvazione mentre altri registrano perdite sensibili, segnando scostamenti non trascurabili rispetto ai risultati elettorali.

La rilevazione prende in considerazione 92 capoluoghi e mostra una classifica che combina percentuali assolute e variazioni rispetto alle urne: emergono figure di rilievo nazionale e casi locali con dinamiche diverse, utili per comprendere come siano cambiate le percezioni cittadine su amministrazione e qualità della vita.

Sara Funaro in vetta e la top ten nazionale

Al primo posto della graduatoria si colloca Sara Funaro sindaca di Firenze con un gradimento pari al 66% che rappresenta un aumento di 5,4 punti rispetto al dato del giorno delle elezioni del 2026. Questo elemento la rende la prima donna a conquistare la medaglia d’oro nella classifica analizzata. Subito dopo si piazza Marco Fioravanti di Ascoli Piceno con il 65% mentre sul terzo gradino sale Gaetano Manfredi sindaco di Napoli con il 64%.

La top ten continua con altre amministrazioni che mostrano livelli elevati di consenso: Massimo Zedda (Cagliari) al 63%Federico Basile (Messina) al 62% e Pierluigi Biondi (L’Aquila) al 61%. In settima posizione, ex aequo al 60% figurano Mario Conte (Treviso), Chiara Frontini (Viterbo) e Michele Guerra (Parma), mentre chiudono la top ten Giuseppe Sala (Milano) e Clemente Mastella (Benevento) con il 59,5%.

Performance dei sindaci dell’Emilia-Romagna: Guerra e gli altri

Nella graduatoria regionale l’esponente di centro-sinistra Michele Guerra sindaco di Parma eletto nel 2026 ottiene un gradimento del 60% posizionandosi al settimo posto nella classifica nazionale e come primo sindaco dell’Emilia-Romagna. Al momento dell’elezione Guerra aveva raccolto il 66,2% dei voti: lo scostamento registrato è di 6,2 punti percentuali.

Altri sindaci emiliano-romagnoli presenti nella graduatoria evidenziano dinamiche differenti: Alan Fabbri (Ferrara, centrodestra) si trova al 13° posto con il 58,5% un leggero aumento rispetto al dato elettorale del 57,9% nel 2026. Enzo Lattuca (Cesena, centrosinistra) registra anch’egli il 58,5% ma con una diminuzione di 6,7 punti rispetto al 65% ottenuto nel 2026. Massimo Mezzetti (Modena, centrosinistra) è al 19° posto con il 56,5% in calo di 7,3 punti rispetto al 63,8% delle elezioni del 2026.

Proseguendo nella classifica regionale, Jamil Sadegholvadd (Rimini, centrosinistra) è 27° con il 55,5% in aumento di 4,2 punti rispetto al risultato elettorale del 2026. Alessandro Barattoni (Ravenna, centrosinistra) figura al 41° posto con il 54% in diminuzione di 4,2 punti rispetto al 58,2% delle elezioni del 2026. Marco Massari (Reggio Emilia, centrosinistra) è al 46° posto con il 53,5% in calo di 2,6 punti dal 56,1% del 2026.

Più indietro nella graduatoria si trova Gian Luca Zattini (Forlì, centrodestra) al 50° posto con il 53% in aumento di 2,4 punti rispetto al risultato elettorale indicato come del 20024. Al 54° posto si colloca Katia Tarasconi (Piacenza, centrosinistra) con il 52,5% in calo di 1 punto rispetto al 53,5% del 2026. Il sindaco di BolognaMatteo Lepore (centrosinistra), è in 64ª posizione con il 51% segnando una perdita di 10,9 punti rispetto al 61,9% delle elezioni del 2026.

Rilevanze metodologiche e osservazioni finali

La rilevazione ha utilizzato interviste condotte tra aprile e giugno del 2026 con sistemi Cati e Cawi coprendo 92 comuni capoluogo e le Regioni con elezione diretta del presidente. La numerosità campionaria prevista è stata di 1.000 soggetti per Regione e 600 elettori per Comune, con disaggregazione per genere, età e area di residenza. Alcuni comuni non sono stati testati per specifiche ragioni organizzative.

I dati offerte dal sondaggio delineano come il consenso locale sia influenzato non solo dai risultati amministrativi ma anche da percezioni legate a disagio socialecosto della vita e sicurezza urbana, aspetti che sommano all’azione di governo e incidono sulla capacità dei sindaci di mantenere o aumentare il proprio gradimento.

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