L’Emilia-Romagna si trova al secondo posto nella classifica del Ministero della Salute sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ma dietro questo risultato si nasconde una realtà complessa. La FIALS Emilia-Romagna attraverso il segretario regionale Alfredo Sepe denuncia le condizioni critiche degli operatori sanitari e le difficoltà dei cittadini nell’accesso alle cure.
Operatori sanitari allo stremo
Secondo la FIALS, il podio raggiunto dall’Emilia-Romagna non è frutto di un sistema perfetto, ma del sacrificio quotidiano di migliaia di professionisti. Circa 25.000 lavoratori della sanità regionale presentano prescrizioni e limitazioni certificate dalla Medicina del Lavoro, conseguenza di anni di carichi di lavoro insostenibili, turni massacranti e stress lavoro-correlato.
Infermieri, OSS, tecnici sanitari, ostetriche, amministrativi e altri professionisti sono costretti a coprire le gravi carenze di organico con doppi turni ferie rinviate e una crescente difficoltà a garantire il recupero psicofisico. La FIALS sottolinea che questi professionisti, che ogni giorno garantiscono il funzionamento dei servizi, sono costretti a colmare con il proprio impegno le carenze strutturali di personale.
Liste d’attesa e accesso alle cure
Un’altra criticità evidenziata dal sindacato riguarda le liste d’attesa considerate una delle principali emergenze della sanità regionale. Molti cittadini continuano ad attendere tempi troppo lunghi per visite specialistiche, esami diagnostici, prestazioni ambulatoriali e interventi chirurgici programmati. La situazione è ancora condizionata dagli effetti dell’arretrato accumulato durante la pandemia da Covid-19, che in alcune aree non è stato completamente recuperato.
La FIALS sostiene che una sanità di qualità deve essere valutata anche dalla capacità di garantire concretamente l’accesso alle cure e non soltanto dagli indicatori statistici. Il sindacato invita il Presidente della Regione e le istituzioni a confrontarsi con la realtà quotidiana dei reparti ospedalieri, dei servizi territoriali e delle strutture di emergenza.
Pronto Soccorso sotto pressione
Un altro punto centrale della denuncia riguarda i pronto soccorso da tempo al centro del dibattito nazionale per il sovraffollamento e la carenza di personale. Secondo la FIALS, anche in Emilia-Romagna permangono criticità legate ai tempi di attesa e alla difficoltà di trasferire rapidamente i pazienti nei reparti di degenza.
La causa indicata dal sindacato è duplice: insufficienza di personale e difficoltà nella gestione dei posti letto disponibili. Una situazione che aumenta la pressione sugli operatori dell’emergenza-urgenza e sui pazienti. La FIALS chiede un intervento straordinario articolato su più fronti, tra cui un piano straordinario di assunzioni, lo sblocco del turnover e investimenti per ridurre i carichi di lavoro.
Il riconoscimento ottenuto nelle classifiche ministeriali non può diventare un elemento di autocompiacimento, ma deve rappresentare un punto di partenza per migliorare ulteriormente il sistema. La FIALS conclude che una sanità pubblica non può essere giudicata soltanto dagli indicatori ministeriali, senza considerare la qualità delle condizioni di lavoro di chi la sostiene e la reale accessibilità alle cure per la popolazione.



