Il territorio emiliano si apre a chi desidera esplorare castelli autentici, lontani dalle rotte turistiche più trafficate. La regione, riconosciuta per la sua ricca tradizione culinaria, offre un’esperienza di turismo lento che combina storia, arte e gusto.
Il circuito dei Castelli del Ducato
Il patrimonio fortificato della zona è organizzato nella rete dei Castelli del Ducato composta da 38 edifici – tra castelli, fortezze e dimore storiche – aperti al pubblico. Di questi, 13 consentono anche il pernottamento all’interno delle antiche mura, mentre altre cinquantina di luoghi culturali (ville, musei, abbazie e palazzi) completano l’offerta tra Parma e Piacenza.
Tra le tappe più suggestive spicca il Castello di Scipione dimora dei Marchesi Pallavicino a Salsomaggiore Terme. Con circa mille anni di storia fu eretto per dominare i preziosi pozzi di sale locali. Ancora oggi la famiglia Pallavicino vive nella fortezza, accogliendo i visitatori e proponendo suite eleganti per chi vuole trascorrere la notte tra affreschi seicenteschi, soffitti a cassettoni e una piccola porta segreta che conduce a una scala a chiocciola.
Un’altra perla del viaggio è la Rocca Sanvitale di Fontanellato, avvolta da un ampio fossato. Al suo interno si trova la celebre saletta affrescata nel 1524 dal Parmigianino, che rappresenta il mito di Diana e Atteone, considerata uno dei capolavori del Manierismo italiano. La rocca ospita anche una curiosa Camera Ottica ottocentesca, un complesso insieme di specchi e prismi che proietta sull’esterno la scena della piazza.
Arte contemporanea e natura: il Labirinto della Masone
Lo stesso Fontanellato conserva un’attrazione moderna: il Labirinto della Masone. Ideato dal designer e editore Franco Maria Ricci il percorso è costituito da circa 300.000 piante di bambù appartenenti a 20 specie diverse, ed è riconosciuto come il più grande labirinto di bambù al mondo. All’interno del complesso è ospitato un museo con centinaia di opere d’arte e un bistrot guidato dallo chef Massimo Spigaroli, che propone piatti tipici della Food Valley.
Questa combinazione di arte, architettura e paesaggio rende il luogo un punto di riferimento per chi vuole sperimentare un viaggio multisensoriale dove la bellezza visuale si sposa con sapori locali.
Gastronomia nella Food Valley: sapori tra una visita e l’altra
Il percorso non sarebbe completo senza una sosta nelle eccellenze gastronomiche della regione. La Food Valley è famosa per il Parmigiano Reggiano DOP, il Prosciutto di Parma DOP e numerosi vini locali. È possibile visitare caseifici dove il formaggio matura per anni, oltre a laboratori di affettatura del prosciutto, per comprendere i segreti di una tradizione che genera oltre 35 milioni di visite all’anno.
Tra una rocca e l’altra, la proposta gastronomica si integra perfettamente: le trattorie dei piccoli borghi offrono piatti a base di prodotti a km 0, creando un’esperienza che va oltre la semplice visita turistica. Come ha sottolineato la giornalista Irene Levine“Visitando l’Emilia-Romagna vi convincerete che i castelli esistono davvero, al di là delle fiabe”.
Il risultato è un itinerario che invita a abbandonare le autostrade percorrendo strade secondarie tra colline e vigneti, vivendo la storia dei manieri e assaporando la ricchezza culinaria della regione. Un modello di turismo sostenibile che valorizza il patrimonio culturale e gastronomico per le generazioni future.



