La mattina del 22 ottobre 2026 la zona Fiera di Bologna è stata teatro di un’azione di protesta studentesca senza precedenti. Un gruppo di alunni del liceo scientifico Copernico, situato in via Garavaglia, ha impedito l’accesso all’edificio ribaltando diversi cassonetti e facendo scattare fumogeni, creando una vera e propria barriera fisica per chiunque volesse entrare.
Blocco degli ingressi al liceo Copernico: modalità e motivazioni
Intorno alle otto del mattino, i manifestanti hanno posizionato i cassonetti lungo i due viali di accesso, ribaltandoli in modo da ostacolare la circolazione veicolare e pedonale. A questa operazione si sono aggiunti fumogeni accesi, che hanno avvolto l’area di ingresso in una coltre densa di fumo, rendendo difficile la visibilità. Il gesto simbolico era accompagnato da un megafono dal quale risuonavano gli slogan “Da oggi la scuola è ferma, ci prendiamo tutto”, indicando chiaramente il loro dissenso verso il Ddl Scuola, la carenza di fondi, i problemi di riscaldamento e la mancanza di spazi per la socialità.
Messaggi sui social e richieste degli studenti
Nel frattempo, il collettivo che ha organizzato l’occupazione ha pubblicato sui canali social il messaggio “Oggi al Cope non si entra”. Il post elencava le ragioni della protesta: assenza di risorse per il funzionamento della scuola, condizioni strutturali degradate e la percezione che le istituzioni non ascoltino le richieste giovanili. Diversi alunni hanno poi partecipato a un’assemblea improvvisata davanti al portone, dove hanno esposto le loro istanze e hanno deliberato di mantenere il blocco finché non fossero state avviate trattative concrete.
Reazione della dirigenza e delle autorità comunali
Di fronte al blocco, la dirigente scolastica Claudia Giaquinto ha prima tentato di avvisare le famiglie, comunicando che l’ingresso sarebbe rimasto chiuso per motivi di sicurezza. Dopo pochi minuti, ha deciso di sospendere le lezioni per l’intera giornata, precisando che le assenze non sarebbero state conteggiate. La decisione è stata motivata dall’esigenza di “evitare problemi di ordine pubblico” e di tutelare sia gli alunni che i cittadini che transitavano nella zona.
Dichiarazioni del consigliere Giordani
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gabriele Giordani, ha commentato l’incidente definendolo “un nuovo disagio per la zona Fiera”. Ha invitato tutte le forze politiche a prendere una posizione netta contro forme di protesta che “degenerano” e creano “continui problemi ai cittadini, ai lavoratori e ai commercianti”. Il consigliere ha sottolineato che il diritto di manifestare non deve tradursi in blocchi che impediscano l’accesso alle scuole e che limitino la vita quotidiana della comunità.
Il blocco al Copernico si inserisce in una serie di iniziative studentesche che hanno interessato altre scuole di Bologna nelle ultime settimane, tra cui la succursale del liceo Laura Bassi, il Rosa Luxemburg e il liceo classico Minghetti. Ogni occupazione ha seguito lo stesso schema di chiusura degli ingressi, utilizzo di simboli di rottura (cassonetti, fumogeni) e comunicazione via social media, testimonianza di una crescente insoddisfazione tra i giovani verso le politiche educative nazionali.
Al momento, non sono noti ulteriori sviluppi. Le autorità scolastiche attendono di valutare possibili incontri con i rappresentanti studenteschi per definire un percorso di dialogo. Nel frattempo, le strade limitrofe rimangono parzialmente bloccate, creando disagi per i residenti e per le attività commerciali della zona Fiera.



