L’estate entra in una fase di caldo particolarmente intenso e per alcune città, tra cui Bolognaè stata attivata la massima allerta sanitaria. Le autorità hanno segnalato un valore di livello 3comunemente chiamato bollino rossoche indica condizioni di rischio per la salute non solo dei gruppi fragili ma anche di persone in buona salute.
Il fenomeno è alimentato da un anticiclone subtropicale che favorisce giornate soleggiate e un progressivo accumulo di calore nelle aree urbane e nelle pianure interne. L’impatto più evidente riguarda chi lavora all’aperto, gli anziani, i bambini e chi convive con malattie croniche, ma nelle giornate più calde anche soggetti sani possono sperimentare disagio fisico.
Bollino rosso per Bologna e quadro delle città più esposte
Il bollino rosso è stato assegnato non solo a Bologna ma anche ad altre città del Centro-Nord, segnalando l’intensità dell’ondata di calore. Questo livello di allerta descrive condizioni di emergenza in cui il rischio di effetti negativi sulla salute aumenta in modo significativo. Nelle aree urbane l’insieme di asfalto, cemento e traffico amplifica l’effetto percepito delle temperature, creando vere e proprie isole di calore che mantengono aria più calda anche nelle ore notturne.
Le massime nelle grandi città possono avvicinarsi a valori prossimi ai 38-39°C, con sensazioni termiche superiori a causa dell’umidità. Le notti tropicalicon minime spesso oltre i 24-26°C, impediscono un adeguato raffreddamento degli ambienti e aumentano il disagio, soprattutto per chi vive in case senza aria condizionata.
Indicatori bioclimatici e differenze tra pianura, collina e montagna
Per valutare lo stress termico viene utilizzato l’indice di Thomche sintetizza la sensazione di caldo percepita dall’organismo. Nelle zone urbane di Bologna l’indice ha raggiunto valori associati a forte disagiomentre in collina e in montagna i valori risultano decisamente più contenuti, grazie a minori accumuli di calore e a ventilazione migliore.
In collina l’indice è più basso e non si prevedono condizioni di disagio immediato, mentre in montagna il quadro resta stabile e relativamente fresco. In pianura, invece, il valore dell’indice tende a salire progressivamente portando a sensazioni di afa e oppressione tipiche delle giornate più intense dell’evento caldo. Queste differenze evidenziano quanto il territorio influenzi l’impatto dell’ondata di calore sulla popolazione.
Zone urbane: perché il caldo si sente di più
Nelle città, il fenomeno dell’isola di calore urbana è determinante: materiali da costruzione che assorbono e rilasciano calore, scarsa copertura vegetale e traffico contribuiscono a mantenere le temperature elevate anche dopo il tramonto. L’assenza di efficaci correnti di ventilazione e la maggiore umidità in alcune aree peggiorano la percezione termica.
Segnali di pericolo: riconoscere il colpo di calore e come intervenire
Durante ondate di calore intense aumenta la probabilità di casi di colpo di caloreuna condizione in cui l’organismo non riesce più a regolare la temperatura interna. Il pericolo principale è il coinvolgimento del sistema nervoso centrale, con sintomi che possono includere confusione, disorientamento, difficoltà a parlaresonnolenza, convulsioni o perdita di coscienza.
In presenza di segnali sospetti è fondamentale spostare la persona in un luogo fresco, alleggerirne gli indumenti, favorire il raffreddamento con acqua o impacchi freddi e contattare i soccorsi. Nelle forme più gravi la pelle può risultare molto calda ma secca, perché la sudorazione può cessare: si tratta di un indicatore che richiede un intervento medico immediato.
Misure preventive pratiche
Per ridurre i rischi le autorità sanitarie raccomandano di limitare l’attività fisica nelle ore più calde, bere acqua con regolarità anche senza senso di sete, evitare l’esposizione al sole tra tarda mattinata e primo pomeriggio e mantenere gli ambienti domestici freschi. Prestare particolare attenzione ad anziani soli, bambini e persone con patologie croniche è essenziale per prevenire emergenze.
Questo episodio di caldo intenso rappresenta un banco di prova per le città che più soffrono l’effetto combinato di clima e urbanizzazione. Finché l’alta pressione resterà dominante, il disagio bioclimatico potrebbe protrarsi e richiedere comportamenti cautelativi da parte della popolazione e controlli specifici da parte dei servizi sanitari locali.


