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Cims, governance rinnovata e ricorso alla composizione negoziata: che cosa cambia

Il nuovo cda di Cims, insediato il 28 maggio, motiva l'accesso alla composizione negoziata come scelta strategica per tutelare l'operatività dell'azienda; il Tribunale di Bologna deciderà il 30 giugno e la Camera di Commercio ha indicato l'esperto Marcello Tarabusi

Cims, governance rinnovata e ricorso alla composizione negoziata: che cosa cambia

La cooperativa Cims di Borgo Tossignano ha deciso di avviare un percorso formale di ristrutturazione attraverso l’accesso alla Composizione negoziata una misura che il management definisce utile a preservare l’attività e i rapporti commerciali. La procedura è ora all’attenzione del Tribunale di Bologna che dovrà pronunciarsi entro il 30 giugno e nel frattempo ha già generato effetti concreti sul territorio, incluso lo stop al cantiere del Laghetto del parco della Mondine nel Comune di Medicina.

La scelta di Cims e le parole del nuovo presidente Marco Monti

Alla guida del rinnovato consiglio d’amministrazione, insediatosi il 28 maggio il presidente Marco Monti ha preso la parola per ricostruire le motivazioni che hanno condotto alla decisione. Monti parla di responsabilità strategica e sottolinea che «Assoluta fiducia nel valore e nelle potenzialità di questa azienda. L’accesso alla Composizione negoziata non rappresenta un punto di arrivobensì un atto di profonda responsabilità e una scelta strategica deliberata per proteggere la società e blindarne l’operatività». L’obiettivo dichiarato è di riportare la cooperativa alla normalità attraverso uno strumento che, secondo la dirigenza, è già stato utilizzato con successo da altre imprese in Italia.

Impatto operativo e relazioni con fornitori

Monti ha ribadito la necessità di mantenere la credibilità di Cims presso la propria rete di fornitori: «In questa fase sarà fondamentale la collaborazione reciproca e la fiducia dei nostri fornitori storici». La cooperativa precisa che gli incontri per la rimodulazione dei debiti potranno essere avviati solo dopo la conferma delle misure protettive da parte del Tribunale, ma che parallelamente continuerà a lavorare per assicurare la massima regolarità possibile nella gestione corrente. Questa impostazione mira a tutelare i crediti dei partner commerciali e a dimostrare che il processo è pensato per salvaguardare operatività e rapporti commerciali consolidati.

Il piano finanziario, il ruolo della Camera di Commercio e dell’esperto

La rete cooperativa ha predisposto un piano di intervento finanziario che, secondo la nota diffusa da Cims, garantirebbe le risorse necessarie per sostenere l’attività durante il percorso di risanamento. Il progetto verrà illustrato all’esperto indipendente Marcello Tarabusi nominato dalla Camera di Commercio di Bologna per seguire la fase di Composizione negoziata. L’operazione è stata pensata per rendere disponibili i fondi «nell’ambito e nei tempi previsti», con un duplice scopo: sostenere la gestione corrente e dare concretezza al piano di stabilizzazione messo a punto nelle ultime settimane.

Uno strumento di sistema e la compattezza dell’area cooperativa

Secondo quanto comunicato, l’intervento finanziario rappresenterebbe un pilastro strategico per il processo di ristrutturazione e costituirebbe una prova della compattezza del sistema cooperativo a supporto di Cims. La scelta di adoperare la Composizione negoziata viene presentata come una modalità condivisa e volta a evitare soluzioni più traumatiche, privilegiando una tutela che metta al centro la continuità produttiva e la salvaguardia dei posti di lavoro. La collaborazione con l’esperto e con la Camera di Commercio è descritta come elemento chiave per la credibilità dell’iter.

Il nuovo consiglio d’amministrazione e la responsabilità gestionale

Il rinnovato CdA, effettivamente insediato il 28 maggio è composto da figure giovani e con ruoli specifici: oltre a Marco Monti (presidente) e a Micaela Pifferi (vicepresidente), il consiglio include i consiglieri Luca CiclistiEmanuela MorigiMonia Minarini e Gianluca Righini. È stata rimarcata la scelta consapevole di assumere l’incarico in una fase considerata delicata per la cooperativa, con l’impegno a guidare l’azienda durante il processo di ristrutturazione e consolidamento, valorizzandone competenze e posizionamento sul mercato.

La questione rimane ora in attesa dell’esito delle decisioni giudiziarie: il pronunciamento del Tribunale di Bologna entro il 30 giugno sarà determinante per l’avvio concreto delle misure protettive e per dare avvio al tavolo con i creditori. Nel frattempo, l’assemblea sindacale convocata per i dipendenti dovrà articolare il sostegno del mondo cooperativo e fornire ulteriori chiarimenti sul percorso operativo che la società intende seguire.

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