Il 27 giugno 2026 a Imola è stato sventato un tentativo di truffa ai danni di anziani quando la polizia ha bloccato, sul pianerottolo dell’abitazione delle potenziali vittime, un uomo di 44 anni originario del salernitano. L’operazione ha interrotto il meccanismo noto come truffa del finto perito una serie di raggiri telefonici e di persona che mira a sottrarre denaro o gioielli ai più vulnerabili.
Il modus operandi e l’intervento in via pratica
Il copione utilizzato è quello ormai consolidato: prima una chiamata a casa con un sedicente ufficiale — a volte un carabiniere, un agente o un perito — che racconta un episodio grave, dall’incidente a un familiare alla necessità di mettere al sicuro contanti o gioielli per una presunta rapina. A seguire arriva il presunto perito incaricato di ritirare gli oggetti o i soldi. In questo caso, gli agenti hanno fermato il sospetto proprio mentre stava entrando nell’androne dell’appartamento dov’era stata segnalata la truffa. Secondo quanto è stato reso noto, l’uomo aveva con sé un elenco con i nomi di altri anziani della zona, segno di una pianificazione mirata.
Analogie con altri casi della zona
L’episodio di Imola ripropone uno schema già riscontrato in zona: qualche giorno fa i Carabinieri avevano sventato un tentativo simile a Dozza. Questi paralleli evidenziano come i malviventi alternino telefonate persuasive a contatti diretti, sfruttando la confusione e la paura, soprattutto tra chi è più anziano.
Dal Sap di Bologna arrivano parole dure: «E’ uno dei reati più odiosi e vigliacchi». La segreteria sottolinea che oltre al danno economico esiste «una profonda ferita psicologica» dovuta al tradimento della fiducia. Le forze dell’ordine ribadiscono l’invito pratico: in caso di dubbi o prima di compiere qualsiasi azione contattare il 112 il numero unico per le emergenze.
La vicenda di Imola mette in luce sia la prontezza degli interventi nelle fasi conclusive del raggiro sia la necessità di mantenere alta la guardia nelle fasi preliminari, quando le chiamate ingannevoli cercano di convincere le vittime a consegnare contanti o oggetti di valore.
Altri aggiornamenti locali verificati
Parallelamente alla notizia dell’arresto, nel territorio sono stati registrati altri avvenimenti di interesse pubblico: questa mattina è stato installato un semaforo temporaneo «intelligente» dotato di radar al chilometro 4 della provinciale 21 Val Sillaro. L’intervento segna un’operazione di sicurezza stradale su una tratta monitorata dalle autorità locali.
In ambito civile, l’ufficiale giudiziario si è presentato alla piscina comunale Gualandi, nell’area di Ortignola per dare esecuzione a una sentenza emessa ad aprile; l’episodio ha coinvolto l’impianto comunale in una fase amministrativa e giudiziaria.
Infine, il Comune di Castel San Pietro ha previsto uno sconto sulla tariffa rifiuti che interesserà oltre cento famiglie: una misura rivolta a sostenere nuclei locali attraverso un bando comunale che permette di alleggerire il carico economico del servizio.
Spazio cultura: una frase di Nearco
Nel panorama culturale locale, il musicista Nearco propone una frase del suo nuovo brano, «Abbiamo una vita sola»: «Ho solo voglia di volare». Un verso che annuncia la stagione estiva e l’intenzione dell’artista di caratterizzare i prossimi mesi con eventi e uscite musicali.
Questi fatti, ugualmente diversi per natura — dall’azione di contrasto alle truffe fino agli interventi infrastrutturali e culturali — fotografano la vita quotidiana del circondario: sicurezza pubblica, procedure amministrative e iniziative culturali si intrecciano e richiedono attenzione sia delle istituzioni sia dei cittadini.



