Il quartiere Pilastro di Bologna ha compiuto 60 anni, un traguardo che offre l’occasione per riflettere sulla sua storia complessa e variegata. Nato come insediamento popolare per accogliere famiglie del sud Italia in cerca di lavoro, il Pilastro è diventato nel tempo un simbolo di integrazione ma anche di tensioni sociali e criminalità.
La sua storia inizia nel luglio 1966, quando furono consegnate le chiavi dei primi appartamenti delle case popolari. Negli anni Settanta, il quartiere si arricchì di un simbolo architettonico: il ‘Virgolone’, un edificio lungo circa 700 metri che ancora oggi domina il paesaggio urbano.
Dalla strage della Uno Bianca alle tensioni recenti
Il Pilastro è stato teatro di alcuni degli episodi più drammatici della cronaca bolognese. Nel 1991, la strage della Uno Bianca segnò profondamente il quartiere, con la morte dei carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini. In loro onore, è stata recentemente inaugurata una stazione dei carabinieri, un segnale tangibile del rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine.
Negli ultimi anni, il quartiere è tornato al centro dell’attenzione per episodi di tensione e criminalità. Nel 2026, durante la campagna elettorale per le regionali, il leader della Lega Matteo Salvini citofonò a una famiglia per chiedere se in quella casa abitasse uno spacciatore, un episodio che alimentò ulteriormente le polemiche.
L’opposizione al progetto del MuBa
Di recente, il Pilastro è tornato al centro delle tensioni per l’opposizione al progetto del MuBa, il museo dei bambini e delle bambine promosso dal Comune di Bologna. L’opposizione a questo progetto ha spesso sfociato in scontri con la polizia, riflettendo le profonde divisioni e le problematiche sociali del quartiere.
L’ultimo episodio di violenza e le reazioni della comunità
L’ultimo episodio di violenza risale a pochi giorni fa, quando un uomo di 35 anni è stato arrestato dopo aver minacciato con un coltello i passanti e danneggiato un’auto in strada. La polizia è intervenuta prontamente, sequestrando l’arma. Questo episodio si inserisce in un contesto di tensioni sociali e criminalità che caratterizzano il quartiere da anni.
La composizione sociale del Pilastro è cambiata nel corso degli anni, con un aumento significativo di famiglie di origine straniera. Questa diversità ha arricchito il quartiere, ma ha anche portato con sé nuove sfide e tensioni.
La storia del Pilastro è un riflesso delle trasformazioni sociali e urbanistiche di Bologna. Dalle prime case popolari agli ultimi episodi di cronaca, il quartiere continua a essere un simbolo delle contraddizioni e delle potenzialità della città.



