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Val di Susa in fiamme: assalto No Tav a cantieri e mezzi delle forze dell’ordine

Il 25 luglio 2026, oltre 500 manifestanti No Tav hanno assaltato i cantieri di San Didero e Chiomonte, lasciando decine di agenti feriti e mezzi delle forze dell'ordine incendiati.

Val di Susa in fiamme: assalto No Tav a cantieri e mezzi delle forze dell’ordine

Il 25 luglio 2026, la Val di Susa è stata teatro di violenti scontri tra manifestanti No Tav e forze dell’ordine. L’assalto ai cantieri di San Didero e Chiomonte ha visto oltre 500 manifestanti incappucciati lanciare pietre, bombe carta e bottiglie incendiarie, causando decine di feriti tra le forze dell’ordine e l’incendio di quattro mezzi, tra cui due camionette dei carabinieri e due della guardia di finanza.

L’assalto ai cantieri e la reazione delle forze dell’ordine

L’attacco è iniziato nel pomeriggio del 25 luglio con l’assalto al cantiere di San Didero. I manifestanti, provenienti da vari punti della Val di Susa, si sono poi spostati verso Chiomonte, dove hanno dato vita a una vera e propria azione di guerriglia. Le forze dell’ordine, schierate a protezione delle aree, hanno risposto con idranti e lacrimogeni, riuscendo a respingere l’ondata dopo oltre un’ora di scontri.

Le dichiarazioni delle istituzioni

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha definito l’attacco “un attacco allo Stato“. “Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze dell’ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato”, ha dichiarato Meloni. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha espresso solidarietà agli agenti feriti, definendo la violenza “inaccettabile” e ringraziando le forze dell’ordine per il loro servizio.

Le reazioni politiche e le conseguenze

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ha sottolineato la necessità di una “presa di posizione unitaria” contro la violenza. “Se qualcuno lo aveva sottovalutato, quanto accaduto rappresenta la riprova che c’è chi considera la violenza uno strumento legittimo di contrapposizione politica”, ha affermato Piantedosi. Anche i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani hanno espresso solidarietà alle forze dell’ordine, criticando duramente i manifestanti.

Gli scontri hanno causato la chiusura dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa est e la sospensione della circolazione dei treni sulla linea Modane-Torino, con pesanti ritardi. Intanto, centinaia di persone dirette alla marcia programmata sono state fermate alla stazione di Bruzolo, sempre in Val di Susa.

Il bilancio finale degli scontri è di circa 60 agenti feriti, tra cui una sessantina del Reparto mobile di Bologna. Il segretario generale del Coisp, Domenico Pianese, ha definito l’attacco “una vera e propria azione di guerriglia“, sottolineando la necessità di identificare e perseguire i responsabili con la massima severità.

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