Il capo della polizia Vittorio Pisani ha fatto visita alla Questura di Bologna il 28 luglio 2026, in un momento di tensione seguito alla morte di Abderrahim Fakir, un 42enne marocchino deceduto durante un fermo di polizia al quartiere Pilastro. La visita è stata un gesto di solidarietà verso gli agenti, in particolare dopo gli scontri avvenuti in piazza Galilei.
Pisani ha incontrato il personale della Questura, esortandoli a mantenere calma e equilibrio e ha ribadito l’importanza dello spirito di sacrificio in momenti delicati. Subito dopo, ha avuto un incontro a sorpresa con la sorella e la nipote di Fakir, Yossra e Khadija, che hanno espresso la loro fiducia nella giustizia e nella polizia italiana.
L’incontro con la famiglia di Fakir
Le due donne sono arrivate nel piazzale della Questura e hanno atteso per quasi un’ora prima di essere ricevute da Pisani. Durante l’incontro, durato circa dieci minuti, il capo della polizia ha espresso le sue condoglianze e ha garantito che le indagini sarebbero state condotte con serietà e trasparenza.
Yossra Fakir ha dichiarato: “Stiamo male, siamo a pezzi, ma vogliamo solo la verità”. Pisani ha rassicurato la famiglia, promettendo che le indagini sarebbero state condotte in modo scrupoloso. Le due donne, al termine dell’incontro, hanno ripetuto di avere fiducia nella magistratura e nella polizia italiana, dichiarandosi “più fiduciose” dopo il colloquio.
Le indagini in corso
Intanto, l’inchiesta della Procura di Bologna continua. Nei prossimi giorni, saranno sentiti i testimoni oculari e le persone che hanno chiamato il 118. È probabile che vengano convocati anche coloro che hanno aiutato gli agenti a immobilizzare Fakir, come mostrato in alcuni video pubblicati.
Il legale della famiglia Fakir, Fabio Anselmo, ha richiesto che le indagini siano affidate a un altro corpo investigativo, diverso dalla polizia. Anselmo ha citato una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 15 gennaio 2026, che ribadisce la necessità di indipendenza nelle indagini quando sono coinvolti agenti delle forze dell’ordine.
Anselmo ha criticato le pressioni politiche esercitate sulla Questura di Bologna, dove ministri ed esponenti della maggioranza hanno proclamato pubblicamente l’innocenza degli agenti. Secondo il legale, ciò ha creato un clima incompatibile con la serenità necessaria per un’inchiesta delicata.
Le richieste delle parti coinvolte
Giovedì prossimo, è previsto un accertamento irripetibile sul cellulare di Fakir. La consulenza tecnica per sbloccare il telefono e recuperare i dati sarà affidata all’ingegnere informatico Giuseppe Ferraro. Gli avvocati degli indagati e della famiglia potranno indicare i loro consulenti di parte.
L’avvocato degli agenti, Gabriele Bordoni, chiederà alla Procura di valutare l’estensione dell’elaborazione del consulente anche all’estrazione di tutti i video acquisiti, per migliorarne la qualità e l’audio. Nel frattempo, Anselmo ha presentato denuncia per rivelazioni d’atti d’ufficio da parte di pubblico ufficiale riguardo a questi video.
I sindacati di polizia hanno replicato alle accuse di Anselmo, definendole un tentativo di delegittimare gli agenti e la Procura. Hanno sottolineato che insinuare che magistrati e investigatori possano essere condizionati da pressioni politiche significa alimentare un sospetto pesante sulle istituzioni senza offrire elementi concreti.



