25 ottobre 2026 🌤 11°

Manifestazioni in Emilia e Lazio: tensioni, idranti e giovani fermati

Bologna e Roma hanno vissuto manifestazioni turbolente, con giovani trattenuti, idranti usati e diversi feriti.

Manifestazioni in Emilia e Lazio: tensioni, idranti e giovani fermati

Nel pomeriggio di ieri le strade di Bologna e Roma sono diventate il teatro di violenti confronti tra manifestanti e forze dell’ordine. I cortei, inizialmente pacifici, hanno assunto toni più accesi a causa di interventi dell’ polizia e dell’ armeria anti sommosse, che hanno impiegato idranti, lacrimogeni e manganellate per disperdere la folla. La situazione è degenerata in più punti, con centinaia di giovani trattenuti e numerosi feriti, creando un clima di estrema tensione nelle due capitali.

Le autorità hanno dovuto coordinare il soccorso sanitario, gli operativi di ordine pubblico e le indagini successive, mentre le immagini dei momenti più crudi circolano rapidamente sui social, alimentando il dibattito pubblico. Di seguito la ricostruzione dei fatti salienti, suddivisa per città, con i dati più recenti sugli arresti, le ferite e le reazioni dei manifestanti.

Bologna: la notte dei scontri con la polizia

Il corteo parte da Piazza Nettuno, dove riuniti più di trecento manifestanti intonano canti di protesta contro il carovita. Dopo aver attraversato via Marconi, il gruppo si imbatte in una formazione di carabinieri e forze di polizia locale. Gli agenti, in assetto antisommossa, reagiscono con l’uso di idranti e lacrimogeni, provocando la dispersione della folla e numerosi scontri fisici. Alcuni manifestanti lanciano oggetti, tra cui tavolini e bottiglie, mentre i vigili del fuoco intervengono per spegnere i cassonetti incendiati.

Il giovane ferito sotto il portico di via Marconi

Un episodio ha attirato particolare attenzione: un ragazzo, avvolto in un passamontagna, viene afferrato per il cappuccio di una felpa da un agente, gettato a terra e immobilizzato con il ginocchio sulla schiena. Il manifestante urla “aiuto” e, poco dopo, manifesta difficoltà respiratorie. Nonostante le proteste del pubblico, l’ambulanza riesce a raggiungere il luogo, ma il getto degli idranti colpisce il veicolo di soccorso, ritardando l’intervento. Il giovane viene trasportato in ospedale, dove viene dimesso nella notte. L’evento ha suscitato un acceso dibattito su procedura di contenimento e uso della forza da parte delle forze dell’ordine.

Nel complesso, a Bologna sono state registrate 17 chiamate di emergenza, con sei feriti trasportati al Policlinico Sant’Orsola e un carabiniere ricoverato per ferite di media gravità. Inoltre, le autorità hanno denunciato un individuo e identificato altre nove persone, tra cui due minorenni e due stranieri.

Roma: la marcia anti-NATO e le reazioni delle forze dell’ordine

Il corteo anti-NATO parte da Piazza della Repubblica e si snoda lungo Via Vittorio Emanuele Orlando, con blocchi di manifestanti che occupano la zona attorno alla Feltrinelli. La manifestazione si fa più violenta quando i manifestanti si avvicinano al Ministero dell’Economia, dove numerosi agenti sono schierati. I giovani lanciano petardi, fumogeni e oggetti vari; alcuni auto parcheggiate vengono sottoposte a calci e pugni. La polizia risponde con l’uso di idranti a largo Santa Susanna, facendo scendere a terra diversi partecipanti.

Identificati e arresti a Roma

Le forze dell’ordine hanno identificato più di 200 giovani, di cui 96 portati in questura. Tra questi, 23 soggetti sono stati trovati in possesso di materiale ritenuto pericoloso, come passamontagna, bombolette spray e scaldacollo. Alcuni manifestanti hanno tentato di accedere all’area archeologica del Colosseo; i carabinieri hanno bloccato gli ingressi, evitando scontri diretti. A Piazza Termini, i cancelli sono stati chiusi per precauzione, mentre la presenza di polizia antisommossa è stata segnalata in più punti della città, compresa la zona di Santa Maria Maggiore.

Nel complesso, la manifestazione di Roma ha visto la partecipazione di circa quattro mila persone, con un presidio forte di forze di ordine tra Piazza Venezia e il Colosseo. Nonostante la tensione, non si sono registrati scontri mortali, ma la situazione è rimasta in rapido mutamento, con i manifestanti che modificano continuamente il percorso per eludere i blocchi.

Le due città, pur differendo per ritmo e organizzazione, mostrano una tendenza comune: l’uso di metodi coercitivi da parte delle forze dell’ordine e una risposta di resistenza da parte di giovani attivisti. Gli episodi di feriti, arresti e danni a beni pubblici e privati rimangono al centro del dibattito politico e sociale, con richieste di indagini più approfondite e di una revisione delle tattiche di contenimento.

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