La tragedia di un uomo di 64 anni, deceduto l’8 agosto 2026, ha scatenato una complessa vicenda legale che vede coinvolti l’Ospedale Maggiore di Bologna e l’Ausl. La famiglia del paziente, dopo un intervento per la rimozione di due piccoli calcoli, ha deciso di agire legalmente per ottenere giustizia e risarcimento.
L’intervento, apparentemente di routine, ha avuto conseguenze devastanti. Due mesi dopo l’operazione, il paziente ha perso la vita, lasciando la famiglia in cerca di risposte e giustizia. La vicenda si è trasformata in un caso giudiziario complesso, con procedimenti sia civili che penali.
Il ricorso civile e l’accertamento tecnico
Il tribunale civile di Bologna è stato teatro del ricorso presentato dalla famiglia del 64enne. La richiesta di danni, superiore a un milione di euro, è stata presentata contro l’Ausl. Il giudice Paola Matteucci ha fissato un’udienza per il 3 settembre e ha nominato come consulente tecnico d’ufficio lo specialista in medicina legale Marco Scaglione.
L’obiettivo dell’accertamento tecnico preventivo è chiarire le cause del decesso del paziente. La famiglia, assistita dagli avvocati Chiara Rinaldi e Maria Federica Celatti, sostiene che l’intervento sia stato eseguito con tecniche non conformi alle linee guida, causando una perforazione che ha portato a gravi complicanze.
Le quattro operazioni successive
Secondo i consulenti della famiglia, Donatella Fedeli e Saverio Pianalto, il paziente ha subito quattro operazioni nel giro di due mesi a causa delle complicanze derivanti dall’intervento iniziale. La lesione, diagnosticata e trattata con ritardo, avrebbe compromesso irreversibilmente le condizioni del paziente.
Il procedimento penale e l’indagine per omicidio colposo
Parallelamente al ricorso civile, è in corso un procedimento penale. La Procura di Bologna, con il pm Marco Imperato, ha indagato due chirurghi per omicidio colposo. La richiesta di archiviazione è stata presentata, ma i familiari si sono opposti, attendendo ora la decisione del giudice per le indagini preliminari.
I legali dei medici, Ciriaco Rossi e Francesco Cardile, difendono la posizione dei loro assistiti, mentre l’Ausl è rappresentata dagli avvocati Roberta Perricone e Gabriele Ghelfi. La consulenza medico-legale della Procura, affidata a Mauro Pesaresi e Gian Luca Grazi, è stata contestata dai consulenti della famiglia.
La vicenda, complessa e delicata, solleva importanti questioni sulla sicurezza e la qualità delle procedure mediche. La famiglia del 64enne cerca non solo un risarcimento economico, ma anche risposte chiare sulle responsabilità e sulle eventuali negligenze che hanno portato alla tragedia.



