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Commemorazione della strage di Bologna: le tensioni politiche e le dichiarazioni istituzionali

Il 2 agosto 1980, una bomba esplose nella stazione di Bologna, causando 85 morti e oltre 200 feriti. Oggi, a 45 anni di distanza, la commemorazione è stata segnata da polemiche politiche sulla matrice neofascista della strage.

Commemorazione della strage di Bologna: le tensioni politiche e le dichiarazioni istituzionali

Il 2 agosto 1980, un sabato mattina, una bomba esplose nella sala d’attesa di seconda classe della stazione di Bologna causando 85 morti e oltre 200 feriti. A 45 anni di distanza, la commemorazione di questo tragico evento è stata segnata da tensioni politiche e dichiarazioni contrastanti sulle responsabilità e sulla matrice dell’attentato.

Le dichiarazioni istituzionali e le polemiche

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha parlato di un attentato che «ha impresso sull’identità dell’Italia un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista». Il presidente della Repubblica ha sottolineato come la strage abbia colpito i valori costituzionali e le conquiste sociali del Paese.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha definito l’attentato un «terrorismo feroce», ma ha evitato di citare esplicitamente la matrice neofascista. Questa omissione ha scatenato le critiche di vari esponenti politici, tra cui il presidente del M5s, Giuseppe Conte che ha scritto sui social: «Giorgia Meloni a quale terrorismo ti riferisci? Quando un presidente del Consiglio parla al Paese non genera confusione. Sai bene che ci sono condanne passate in giudicato che hanno confermato la matrice neofascista della strage di Bologna. Vuoi disconoscerle?»

Le reazioni dei partiti politici

La segretaria del Pd, Elly Schlein ha invitato «anche chi governa a leggersi le sentenze. Credo che sia veramente grave che nemmeno oggi, il governo sia riuscito a pronunciare» la parola neofascista. Schlein ha ribadito la necessità di proseguire gli approfondimenti richiesti dai familiari delle vittime e ha criticato ogni tentativo di riscrittura della storia.

Il presidente del M5s, Giuseppe Conte ha attaccato le istituzioni perché si attivino per «evitare che continuino a essere diffuse mezze verità». Conte ha ricordato che esistono condanne definitive che confermano la matrice neofascista della strage e ha invitato la premier a chiarire a quale terrorismo si riferisse.

Le contestazioni e i fischi alla commemorazione

Durante la commemorazione, il presidente del Senato, Ignazio La Russa è stato fischiato dalla piazza. Presenti anche il presidente della Regione, Michele de Pascale e il presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, Paolo Bolognesi che ha attaccato la separazione delle carriere dei magistrati e il ddl sicurezza.

Il nuovo presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, Paolo Lambertini ha spiegato che «si possono non condividere le opinioni, ma non i fatti». Lambertini ha invitato il governo a prendere le distanze dalle radici del terrorismo neofascista.

Il Parco della Memoria Democratica

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore ha annunciato la realizzazione di un Parco della Memoria Democratica accanto alla stazione. Il parco, verde come la speranza e rosso come la memoria, sarà dedicato alla storia dell’Italia e pensato insieme a tutte le associazioni delle vittime del Paese.

La commemorazione del 45° anniversario della strage di Bologna ha messo in luce le divisioni politiche ancora presenti nel Paese, ma anche la determinazione delle istituzioni e delle associazioni a mantenere viva la memoria di questo tragico evento.

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