Un gesto di violenza simbolica ha colpito il cuore del quartiere del Barco. Il memoriale dedicato a Samanta Zironi la 50enne trovata senza vita il 30 maggio nell’appartamento di via Stefano Gatti Casazza 25 è stato vandalizzato. Un atto che ha scosso profondamente la comunità, già provata dalla tragedia.
Il piccolo spazio, allestito sotto la cassetta delle lettere del condominio, era diventato un simbolo di memoria e di lotta contro la violenza sulle donne. Fiori, candele, fotografie e un cartello con la scritta “No alla violenza sulle donne. Ciao Samanta” erano stati sistemati con cura dalle vicine di casa, diventando un punto di riferimento per il quartiere.
Un atto vandalico che ferisce la memoria
Il 27 agosto accanto al memoriale, sono stati abbandonati diversi mobili dismessi. Ma la situazione è peggiorata nella notte tra giovedì e venerdì. Al mattino, le fotografie di Samanta sono state trovate strappate, mentre i vasi e i mazzi di fiori erano stati rovesciati sulla pedana. Un gesto che assume un significato ancora più grave considerando il luogo in cui è avvenuto.
Quel piccolo angolo era uno dei segni lasciati dal quartiere dopo la morte di Samanta. Un gesto spontaneo di vicinanza, nato nello stesso condominio in cui la donna viveva. Un luogo di memoria che ora è stato profanato, lasciando un segno profondo nella comunità.
La mobilitazione del quartiere
Il 10 giugno circa un centinaio di persone si erano riunite nel Parco della Libertà per partecipare a una camminata in ricordo di Samanta. Prima della partenza, alcune vicine di casa avevano mostrato le fotografie e i fiori sistemati con cura, raccontando tra le lacrime il loro legame con la donna.
“Questo l’abbiamo fatto io e la signora Gloria, per Samanta questo e altro”, aveva raccontato la signora Simona. “Lei aveva un cuore molto grande”. Parole che oggi rendono ancora più evidente il significato di ciò che è stato danneggiato.
Un gesto che colpisce la comunità
Il memoriale era diventato un simbolo di unità e di lotta contro la violenza sulle donne. Un gesto che ha colpito non solo le vicine di casa, ma l’intero quartiere. Un atto di violenza che ha ferito la memoria di una donna che aveva un cuore grande, come ricordano tutti coloro che l’hanno conosciuta.
Samanta Zironi era stata trovata morta il 30 maggio all’interno della propria abitazione, uccisa da una coltellata al torace. Del delitto è gravemente indiziato il marito, il 52enne Vladimiro Lombardi attualmente in carcere. Il procedimento giudiziario è ancora in corso.
Un gesto vandalico che ha colpito non solo un memoriale, ma il cuore di una comunità che aveva trovato nella memoria di Samanta un punto di riferimento e di unità.



