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La fine di un’era: Woolrich abbandona Bologna con 78 licenziamenti

Dopo mesi di tensione, la sede di Woolrich a Bologna ha chiuso definitivamente. 78 lavoratori perdono il posto, mentre altri 25 si trasferiscono a Torino.

La fine di un’era: Woolrich abbandona Bologna con 78 licenziamenti

Il 31 agosto 2026, la sede di Woolrich a Bologna ha chiuso definitivamente i battenti, lasciando 78 lavoratori senza lavoro. La decisione segue l’acquisizione del marchio da parte di BasicNet, che ha scelto di concentrare le operazioni nel quartier generale di Torino.

La chiusura della sede bolognese è il culmine di una vertenza iniziata a dicembre 2025, quando BasicNet annunciò il trasferimento di 109 dipendenti da Bologna e 30 da Milano. Ai lavoratori fu offerta la possibilità di trasferirsi a Torino con incentivi economici e organizzativi, oppure di rimanere nelle sedi attuali fino al 31 marzo 2027.

L’ultimo giorno di lavoro

L’ultimo giorno di lavoro è stato segnato da un’atmosfera di tristezza e frustrazione. I corridoi vuoti e gli uffici svuotati hanno simbolizzato la fine di un’era per i dipendenti di Woolrich. “Non s-bolognateci” è diventato lo slogan della protesta, un grido di disperazione contro la decisione di chiudere la sede bolognese.

Fuori dai cancelli, i lavoratori hanno espresso il loro dolore con scritte e cartelli. “Questa è la nostra storia… finita nella spazzatura”, hanno scritto, I tessuti, i campioni e il lavoro di anni sono stati buttati via senza troppi complimenti.

I dettagli della chiusura

Nella mattinata del 31 agosto, 64 lavoratori si sono presentati nella sede di Confindustria per sottoscrivere i verbali di conciliazione sindacale. L’accordo prevede incentivi all’esodo commisurati all’anzianità di servizio, con importi che vanno da 30.000 a 100.000 euro lordi. A questi si aggiungono 14 lavoratori che avevano già anticipato l’uscita nel mese di luglio, portando il totale a 78.

A Milano, 13 lavoratori hanno conciliato il rapporto di lavoro attraverso la Commissione di certificazione. Una parte dei posti di lavoro è stata salvaguardata con il trasferimento a Torino. Sono 25 i lavoratori di Bologna e Milano che continueranno a lavorare per BasicNet, oltre a quattro dirigenti che hanno scelto di proseguire il proprio percorso professionale nella nuova sede.

Le reazioni dei sindacati

I sindacati hanno espresso soddisfazione per le condizioni economiche e le tutele ottenute, pur sottolineando il peso occupazionale della vicenda. “Con la conclusione della procedura si chiude una vertenza particolarmente complessa”, hanno dichiarato Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs. “Esprimiamo soddisfazione per il fatto che il confronto sindacale abbia consentito di garantire condizioni di uscita e tutele economiche per le persone coinvolte.”

La speranza è che i lavoratori coinvolti possano trovare una nuova occupazione in tempi brevi, valorizzando le competenze e l’esperienza maturate. “Consente di salvaguardare una parte dell’occupazione”, hanno aggiunto i sindacati, “ma non possiamo dimenticare le tante persone che oggi escono dall’azienda.”

La testimonianza di una manager

Daniela d’Amone, office manager e executive assistant di Woolrich, ha scelto di non trasferirsi a Torino. “Finalmente è finita, penso sia lo stato d’animo di tutti”, ha dichiarato. “La proprietà è stata consigliata male dai consulenti e ne ha pagato il prezzo. Finalmente è finita.”

D’Amone ha criticato l’atteggiamento dei consulenti e dei sindacati, sostenendo che BasicNet ha pagato buonuscite anche a chi non ne aveva diritto. “Stiamo parlando di cifre importanti, da 30 fino a 100mila euro”, ha affermato. “Il peggio l’hanno avuto loro.”

Ha anche espresso il suo dispiacere per la chiusura della sede bolognese, definendola un pezzo importante della sua vita. “Woolrich è un marchio bolognese”, ha detto, “ma era chiaro già dall’inizio che sarebbe andata male.”

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