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Falso maresciallo al telefono, gioielli rubati: due arresti a Imola

Due arrestate a Imola per aver derubato una anziana di Mordano con una truffa telefonica e una rapina ai gioielli

Falso maresciallo al telefono, gioielli rubati: due arresti a Imola

Negli ultimi mesi, le forze dell’ordine hanno registrato un aumento delle segnalazioni riguardanti truffe telefoniche dirette a persone anziane. Il metodo più frequente consiste nel far credere alla vittima di parlare con un maresciallo dei carabinieri in modo da guadagnare fiducia e raccogliere informazioni utili per futuri raggiri. A Imola, queste pratiche sono state al centro di un’indagine che ha portato alla scoperta di una rete più ampia di complici, pronta a trasformare la semplice inganna telefonica in un vero e proprio furto.

Il ruolo del falso maresciallo nella truffa

Le telefonate si presentavano come una verifica di disponibilità economica da parte di un presunto maresciallo dei carabinieri. L’operatore, mascherato da autorità, chiedeva alla vittima se fosse possibile effettuare una rapida operazione finanziaria, facendo leva sulla paura di possibili sanzioni. Una volta ottenuto il consenso, i complici si avvicinavano fisicamente alle abitazioni, presentandosi come intermediari o addirittura come membri dell’Arma, pronti a ricevere denaro o oggetti di valore. Questo modello di inganno è stato identificato come una variante della classica truffa del falso ufficiale ma con l’aggiunta di una componente di furto organizzato.

Segnalazioni al 112 e intervento dei Carabinieri

Diverse segnalazioni sono pervenute al numero 112 da parte di cittadini preoccupati per le chiamate sospette. Il Nucleo Operativo Radiomobile di Imola ha attivato un protocollo di monitoraggio, incrociando i dati delle telefonate con le attività di pattuglia nella zona. I carabinieri hanno ipotizzato che i contatti telefonici fossero un preliminare per introdurre i complici nelle case delle vittime, un’ipotesi confermata da precedenti arresti nello stesso contesto. La rapidità della risposta ha permesso di individuare i potenziali aggressori prima che potessero completare altri colpi.

L’arresto a Mordano: furto di gioielli e accusa di truffa aggravata

Il 18 settembre 2026, una squadra dei carabinieri ha intercettato in flagranza due sospetti davanti all’abitazione di una anziana di 77 anni a Mordano. La donna era stata precedentemente contattata dal finto maresciallo e, successivamente, trovarono nella sua casa una scatola contenente gioielli in oro dal valore stimato intorno ai 2.500 euro. I due individui, una donna di 28 anni e un uomo di 46, entrambi residenti a Imola, sono fuggiti in automobile ma sono stati rapidamente fermati dalle forze dell’ordine. L’accusa ricaduta è di truffa aggravata in concorso aggravata dalla vittima anziana, fattore previsto dalla legge per aumentare la pena.

Su disposizioni del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bologna i due sono stati condotti alle aule del Tribunale di Bologna per l’udienza di convalida dell’arresto e il contestuale giudizio direttissimo. La procedura permette di valutare tempestivamente la fondatezza dell’accusa e, in caso di conferma, di disporre la custodialità preventiva. La notizia ha suscitato scalpore nella zona, stimolando una maggiore attenzione da parte dei cittadini verso possibili truffe telefoniche e la necessità di verificare l’identità di chi si presenta come autorità.

Le forze dell’ordine hanno ribadito che il fenomeno delle truffe ai danni degli anziani è in crescita e invitano la popolazione a segnalare prontamente qualsiasi contatto sospetto al 112. L’operazione dimostra l’efficacia di una risposta rapida e coordinata tra le varie unità dei Carabinieri, nonché l’importanza di una vigilanza costante nella comunità. Gli arresti di Imola rappresentano un monito per eventuali imitatori e confermano che, dietro a telefonate apparentemente innocue, può nascondersi una rete criminale pronta a colpire le persone più vulnerabili.

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