Da lunedì 12 a venerdì 16 ottobre la città di reggio emilia si prepara ad ospitare una delegazione di venticinque insegnanti ed educatori provenienti da Israele. Il gruppo, che parteciperà a un percorso formativo presso il Centro internazionale Loris Malaguzzi è una delle iniziative più importanti legate all’Approccio Reggio Emilia a livello globale.
Accanto ai docenti israeliani, la delegazione comprende anche insegnanti di scuole ebraiche nordamericane; tuttavia, a seguito delle recenti discussioni della cittadinanza, hanno deciso di posticipare il viaggio, decisione comunicata da Reggio Children ente per la difesa dei diritti dei bambini e promotore del modello pedagogico reggiano.
Condizioni richieste dalla Direzione di Reggio Children
All’arrivo è stata chiesta una “presa di distanza esplicita” dalle politiche del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. La misura è stata presentata dalla presidente Maddalena Tedeschi nell’ambito della “Carta per un’educazione democratica e partecipata”, frutto della collaborazione tra l’Istituzione scuole e nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, Reggio Children e la Fondazione Reggio Children.
Ogni partecipante ha dovuto firmare un impegno personale che condanna violenza, guerra e qualsiasi forma di genocidio riaffermando il rifiuto della militarizzazione delle scuole. La carta, infatti, obbliga tutti i soggetti coinvolti nell’Approccio Reggio Emilia a difendere i diritti umani, a contrastare ogni discriminazione e a mantenere le istituzioni educative libere da influenze belliche.
Il valore della “presa di distanza” per il dialogo educativo
Secondo Tedeschi, la richiesta non intende escludere i docenti, ma garantire che il dialogo resti incentrato sui principi pedagogici condivisi. “Il dialogo è un lavoro che richiede tempo; la nostra rete non ha subito defezioni, ma è fondamentale distinguere tra le scelte di un governo e l’attività quotidiana di insegnanti e scuole”, ha sottolineato durante l’assemblea tenutasi al Malaguzzi.
Le autorità regionali hanno ribadito la stessa posizione, evidenziando che la separazione tra “cittadini singoli” e “politica di Stato” è cruciale per mantenere vive le collaborazioni internazionali. Anche l’assessora per le politiche dell’infanzia Isabella Conti e il segretario provinciale del Partito Democratico Massimo Gazza hanno espresso il loro sostegno alla linea di Reggio Children.
Prospettive future della cooperazione educativa
Nonostante la sospensione temporanea di alcune attività, Reggio Children ha assicurato che la collaborazione proseguirà non appena le condizioni lo consentiranno. “Il nostro impegno rimane quello di promuovere un’educazione libera, democratica e partecipata, indipendente da pressioni politiche”, ha concluso Tedeschi, lasciando aperta la porta a future visite e scambi culturali.
La partecipazione di docenti provenienti da 33 paesi, tra cui Stati Uniti e Israele, dimostra la capacità del modello reggiano di superare le barriere nazionali, a patto che vengano rispettati i valori fondamentali espressi nella Carta. In attesa della ripresa del programma di formazione, Reggio Emilia resta un punto di riferimento mondiale per l’educazione innovativa e per il dialogo interculturale.



