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Nocera, imputato per l’omicidio dell’83enne Rivola a Ferrara

Il processo di Argenta mette al centro le intercettazioni che collegano l'ex infermiere Nocera all'omicidio pluriaggravato di un anziano.

Nocera, imputato per l’omicidio dell’83enne Rivola a Ferrara

Il 5 settembre 2024 l’83enne Antonio Rivola è deceduto nella Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta. La morte ha innescato un’indagine penale che ha portato davanti alla Corte d’Assise di Ferrara l’ex infermiere Matteo Nocera 44enne, accusato di omicidio volontario pluriaggravato.

Le indagini sono cominciate dopo che alcune infermiere hanno segnalato la sparizione di fiale di Midazolam in due notti: 13-14 e 23-24 settembre. Le scomparse hanno sollevato il sospetto di un collegamento con due decessi verificatisi nello stesso reparto, quello di Rivola e quello della 90enne Floriana Veronesi, avvenuto il 24 settembre.

Il giro di indagine sulle fiale mancanti

Il reparto, composto da circa venti pazienti suddivisi in settore giallo e rosa, è coperto di notte da soli due infermieri, uno per settore. Nelle notti in cui le fiale di Midazolam sono state ritrovate vuote, Matteo Nocera era l’unico infermiere in servizio nella zona interessata. Gli investigatori hanno sequestrato gli alibox contenenti le fiale e hanno avviato le intercettazioni telefoniche e ambientali di tutto il personale, come dichiarato dal luogotenente Davide Bruni in aula.

Scoperta dell’Esmeron

Le prime analisi tossicologiche hanno escluso la presenza di Midazolam nel corpo di Rivola. Solo grazie alle intercettazioni, i carabinieri hanno individuato un riferimento a “un utilizzo anomalo di alcuni farmaci”. L’indagine è così stata ampliata a tutti i medicinali presenti in reparto, portando alla luce la presenza di Esmeron un miorilassante impiegato per facilitare l’intubazione in anestesia generale. Esmeron, se somministrato senza il supporto della respirazione artificiale, può risultare letale.

Le accuse concrete e le testimonianze raccolte

Secondo l’accusa, il pubblico ministero Barbara Cavallo sostiene che Nocera abbia iniettato Esmeron a Rivola senza alcuna finalità terapeutica, provocandone l’arresto respiratorio. La difesa, dal canto suo, ha contestato la versione dei fatti, ma durante l’udienza il 44enne ha reagito con sarcasmo, definendo le accuse “barzellette”. Inoltre, le intercettazioni hanno rivelato che, dopo la morte, Nocera avrebbe commentato davanti a operatori sanitari: “Ma tanto doveva morire”.

Altre conversazioni registrate mostrano pressioni esercitate su un’infermiera affinché omettesse un grave episodio di vomito copioso subito dal paziente la sera stessa. In un’altra intercettazione ambientale una collega ha dichiarato di provare “paura” nei confronti di Nocera, evocando anche il cosiddetto “cocktail di lassativi” soprannominato “bomba Nocera”.

Altre violazioni attribuite a Nocera

La Procura ha inoltre imputato all’ex infermiere una serie di maltrattamenti: il 22 settembre 2024, secondo le ricostruzioni, avrebbe praticato un’incisione con bisturi nelle parti intime di un paziente senza anestesia, causando dolore e lesioni gravi. I figli dell’anziano hanno riferito che il padre temeva per la propria vita, chiamando i familiari di notte per chiedere protezione. Nocera è altresì accusato di truffa aggravataesercizio abusivo della professione infermieristica e interruzione di pubblico servizio.

L’udienza si è conclusa con la decisione di proseguire il processo: il 15 ottobre la corte d’Assise ascolterà il controesame dell’avvocato Lorenzo Valgimigli difensore di Nocera. Nei prossimi giorni verranno esaminate ulteriori prove legate alle fiale di Esmeron e alle presunte pressioni sul personale.

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