Roma, 19 ottobre 2026. Le proteste contro il caro-vita hanno acceso tensioni in diverse città italiane, con piazze convocate da Torino a Milano e Bologna e un appuntamento pubblico annunciato a Piazzale dei Cinquecento davanti alla stazione Termini. Nel conteggio iniziale delle forze dell’ordine risultano 197 persone identificate di cui 28 arrestate e una quota consistente di minorenni tra i fermati; inoltre sono stati refertati in diversi interventi circa 141 agenti. Sul tavolo del Ministero dell’Interno c’è la preoccupazione che la protesta dei autotrasportatori e degli allevatori possa essere strumentalizzata da gruppi eterogenei.
La mobilitazione a Roma e il timore di strumentalizzazioni
L’assemblea convocata a Roma ha l’obiettivo di portare in piazza le istanze di chi segnala difficoltà economiche reali: dal costo del carburante al peso delle bollette. Il Viminale osserva con attenzione la situazione, sottolineando come non sempre esista un singolo interlocutore con cui avviare un confronto in grado di isolare i violenti. Si parla infatti di una galassia di piccoli movimenti associazioni e gruppi difficili da mappare, che spesso si organizzano attraverso canali social e app di messaggistica. Questa frammentazione rende necessario un lavoro di intelligence per prevenire infiltrazioni e tentativi di strumentalizzazione del malessere sociale.
Milano e Bologna: piazze assediate, profili dei devastatori
A Milano la manifestazione di protesta contro il costo della vita si è trasformata in episodi di guerriglia urbana nel centro cittadino, con piazza Duomo e aree limitrofe prese come teatro degli scontri. Centinaia di giovani, molti dei quali identificati come minorenni e provenienti dall’hinterland, si sarebbero auto-organizzati via chat, presentandosi in gruppi senza una leadership riconoscibile. Tra gli episodi più gravi, il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie, il rogo di cestini e la devastazione di vetrine e auto di servizio. I casseur hanno spesso ripreso e condiviso le azioni online, trasformando la violenza in fenomeno performativo.
Caratteristiche e dinamiche dei gruppi coinvolti
I profili descritti dalle autorità ritraggono un mix sociale: giovani nati in Italia e di seconda o terza generazione, adolescenti attratti dalla logica dell’azione diretta e dal desiderio di documentare gli scontri con selfie e video. Non emergono sigle politiche strutturate, ma piuttosto aggregazioni fluide con l’unico obiettivo di «spaccare tutto». In diversi casi gli organizzatori ufficiali della protesta hanno ammesso di non riuscire a contenere questi gruppi, che poi hanno preso il sopravvento sulla manifestazione legittima.
Bilancio feriti e richieste delle forze dell’ordine
Il giorno dopo gli scontri il conto delle forze dell’ordine rimane pesante. Secondo dati raccolti da rappresentanze sindacali della polizia, tra Milano e Bologna si registrano decine di agenti feriti, con prognosi che in alcuni casi arrivano a settimane. Segnalazioni parlano di mezzi danneggiati, idranti compromessi e utilizzo di tubi e attrezzi da cantiere come armi contundenti. Il segretario di un sindacato di polizia ha chiesto una revisione delle regole d’ingaggio e maggiori protezioni per gli operatori, sostenendo che quando un contingente viene accerchiato con strumenti potenzialmente letali debba poter reagire per mettere in sicurezza il personale e la piazza.
Le reazioni sociali e politiche sono state immediate: sui profili dei manifestanti c’è amarezza per una presunta strumentalizzazione politica delle proteste, mentre online sono circolati messaggi di vendetta e minacce contro chi è stato identificato come responsabile delle devastazioni. Le autorità mantengono alta la soglia di attenzione in vista di possibili nuove convocazioni, consapevoli che la combinazione di disagio economico, canali digitali di mobilitazione e presenza di gruppi violenti rappresenta un fattore di rischio per la tenuta dell’ordine pubblico.
Nei prossimi giorni l’attenzione si focalizzerà sui risultati delle indagini e sull’esito di eventuali vertenze con le organizzazioni di categoria coinvolte nelle proteste. Nel frattempo rimangono sul terreno piazze segnate da danni materiali e una discussione aperta sulle modalità con cui bilanciare il diritto a manifestare con la necessità di prevenire e contrastare azioni violente.



