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Revoca della misura alternativa a Ostellato: dal domicilio al penitenziario

Un cittadino di 53 anni perde la detenzione domiciliare a Ostellato dopo le lamentele di chi lo ospitava, venendo rimandato al penitenziario di via Arginone.

Revoca della misura alternativa a Ostellato: dal domicilio al penitenziario

Nel comune di Ostellato, la presenza di un detenuto di 53 anni a domicilio ha suscitato tensioni tra la famiglia ospitante. La detenzione domiciliare, concepita come misura alternativa alla reclusione, si è rivelata incompatibile con lo stile di vita dei conviventi, che hanno segnalato il problema alle autorità.

Il carattere esuberante dell’uomo ha creato difficoltà quotidiane, spingendo i familiari a revocare la propria disponibilità a riceverlo. In assenza di un ambiente abitativo idoneo, la continuità della misura è divenuta impraticabile, aprendo la via a una revisione giudiziaria.

Segnalazione dei Carabinieri all’Ufficio di Sorveglianza di Bologna

I carabinieri di Ostellato hanno preso atto delle denunce, compilato un rapporto e inviato il caso all’Ufficio di Sorveglianza di Bologna. La richiesta formale chiedeva al giudice di valutare la revoca della detenzione domiciliare a causa della mancanza di un domicilio alternativo adeguato.

Nel documento trasmesso, le forze dell’ordine hanno sottolineato la necessità di garantire la sicurezza sia del condannato sia dei cittadini, evidenziando il conflitto tra l’ambiente domestico e le esigenze di controllo giudiziario.

Decisione del magistrato di sorveglianza

Il magistrato di sorveglianza, dopo aver esaminato la segnalazione, ha constatato l’impossibilità di mantenere la misura alternativa in assenza di una sistemazione idonea. Ha disposto, in via cautelare, la sospensione della detenzione domiciliare, rimettendo la questione al tribunale competente per una valutazione definitiva.

Questa decisione preventiva ha permesso di evitare ulteriori disagi e di assicurare che la prosecuzione della pena non compromettesse l’ordine pubblico né la tranquillità dei residenti.

Ritorno in carcere e contesto della pena

Con la sospensione confermata, i militari hanno trasferito il condannato al carcere di via Arginone, dove potrà scontare la restante parte della pena secondo le disposizioni del giudice. L’uomo, privo di occupazione, era già in esecuzione di una sentenza emessa dal tribunale fiorentino per reati avvenuti nel 2017.

Reati contestati a Firenze nel 2017

Tra le condanne spicca la guida in stato di ebbrezza, insieme ad altri fatti penali svoltisi nella città toscana nello stesso anno. La sentenza, emanata nel 2017, prevede la permanenza in carcere, ma la misura alternativa era stata concessa fino a poco tempo fa.

Il trasferimento a Bologna rappresenta il rispetto delle norme previste dal codice penale e la finalità di garantire una corretta esecuzione della pena, mantenendo al contempo l’ordine nella comunità di Ostellato.

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