Il kartodromo XBikes di via Diana, gestito dal Comune di Ferrara, è finito al centro di una operazione antimafia che ha scosso la città. Il 22 ottobre la Procura distrettuale antimafia di Roma, in collaborazione con i carabinieri di Latina, ha effettuato una serie di perquisizioni che hanno portato all’arresto di tre persone legate a gestioni sportive di Aprilia e Ferrara.
Il provvedimento ha comportato il sequestro di beni valutati circa 2 milioni di euro, comprese le strutture di due associazioni sportive dilettantistiche che amministravano i due kartodromi. Gli arresti includono due carcerazioni e una misura agli arresti domiciliari, nonché il congelamento di conti correnti appartenenti ai soggetti coinvolti.
Arresti e sequestro del kartodromo XBikes
Le autorità hanno identificato nella gestione del circuito Xbikes una possibile rete di estorsione, tentata estorsione, autoriciclaggio e detenzione di stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso. Tra gli indagati figura l’assessore allo sport del Comune, Francesco Carità, sospettato di violazione d’ufficio e corruzione. La misura cautelare è stata estesa anche a ulteriori 17 persone in altre regioni, confermando la portata dell’indagine.
Dettagli sul sequestro patrimoniale
Le associazioni sportive che gestivano i due impianti sono state private dei loro asset, per un valore complessivo di almeno 2 000 000 euro. L’azione è stata motivata dalla necessità di impedire il possibile utilizzo dei proventi per finanziare attività illecite, secondo quanto dichiarato dalla Direzione distrettuale antimafia.
Reazione del Comune e critiche dell’opposizione
Il giorno 26 ottobre il Comune di Ferrara ha pubblicato una comunicazione ufficiale in cui afferma di non aver ricevuto alcuna notifica giudiziaria relativa all’inchiesta. L’amministrazione ha dichiarato di aver avviato verifiche interne per accertare la regolarità delle procedure amministrative e si è mostrata disponibile a collaborare con le autorità.
Dal canto suo, la segretaria del Pd, Giada Zerbini, aveva già denunciato il silenzio dell’Amministrazione, definendolo imbarazzante. Il capogruppo regionale del Pd, Paolo Calvano, ha invece criticato l’assenza del sindaco Alan Fabbri dal Consiglio comunale, ritenendo inaccettabile la mancanza di confronti pubblici su una vicenda che coinvolge direttamente un suo assessore.
Calvano ha sottolineato che “la tutela del patrimonio pubblico e la prevenzione di infiltrazioni mafiose devono essere una priorità assoluta” e ha invitato il sindaco a spiegare quali controlli siano stati effettuati e come intenda proteggere la cittadinanza.
Il contesto delle precedenti segnalazioni
Le polemiche non nascono dal nulla. Il consigliere comunale Fabio Anselmo ricordava già di aver allertato sulle infiltrazioni mafiose in provincia, citando appunto il kartodromo come possibile punto di ingresso per la criminalità organizzata. Anselmo aveva inoltre evidenziato l’importanza di associazioni come Arci, che svolgono un ruolo di sentinella sul territorio, per contrastare la mancanza di interventi delle autorità.
Nel frattempo, il sindaco Fabbri aveva proposto la creazione di un Nucleo Anti-Maranza, una task force multidisciplinare, ma la proposta ha suscitato dubbi per il rischio di stigmatizzare categorie di giovani senza prove concrete.
La vicenda del kartodromo di via Diana si è trasformata in un banco di prova per la capacità di Ferrara di gestire presunte infiltrazioni mafiose, di garantire trasparenza istituzionale e di rispondere alle richieste della cittadinanza.



