Il 9 ottobre un episodio violento ha strappato la vita ad Alessandro Erminetti, 72 anni, ingegnere e imprenditore noto a Reggio Emilia. L’omicidio è avvenuto nello Stato brasiliano di Rio Grande do Norte durante la visita che l’uomo aveva fatto al figlio, residente nel Paese da sette anni. La famiglia ha reso pubblica la notizia il 6 novembre 2026, dopo lo svolgimento delle esequie.
Le circostanze del delitto lungo la RN-160 tra Macaíba e São Gonçalo do Amarante
Secondo gli elementi accertati, Erminetti era appena arrivato in Brasile e si trovava a bordo di una Mercedes affidata al socio in affari del figlio. Mentre l’auto percorreva una strada nel quartiere di São Gonçalo do Amarante, il conducente si sarebbe fermato per dare un passaggio a uno sconosciuto. Il viaggio è proseguito lungo la superstrada RN-160 in direzione di Macaíba.
In quel tratto il passeggero insospettabilmente avrebbe estratto un’arma: Erminetti, tentando di proteggere un piccolo zaino rosso che portava con sé, avrebbe cercato di impedirne la sottrazione. L’aggressore ha esploso un colpo che lo ha raggiunto alla tempia, uccidendolo sul colpo. Il conducente non ha riportato ferite; l’assalitore lo ha fatto scendere e si è allontanato a bordo della vettura.
Ricerche e prime verifiche investigative
Subito dopo l’accaduto sono intervenute le forze dell’ordine locali: la scena è stata esaminata anche dalla Dhpp e dal personale della squadra forense dell’Itep. Il giorno seguente la Mercedes è stata ritrovata abbandonata nel quartiere Recanto Verde, a Macaíba, e gli investigatori hanno effettuato rilievi nell’abitacolo alla ricerca di tracce utili alle analisi di laboratorio. Le autorità mantengono il massimo riserbo sulle indagini, che mirano a chiarire se si sia trattato di una rapina andata a male o di un episodio con motivazioni diverse.
Il profilo pubblico di Erminetti e il cordoglio a Reggio Emilia
In città Erminetti era conosciuto come il titolare che aveva guidato la storica azienda Csi Srl, operante nel settore delle costruzioni stradali e idrauliche, con sede in via Monti Urali e un magazzino materiali verso Rivalta. Sotto la sua direzione la ditta aveva ottenuto negli anni Novanta e fino al importanti commesse per opere di urbanizzazione locali, divenendo una presenza consolidata nel territorio.
Per anni aveva anche fatto parte del direttivo del collegio imprenditori edili dell’Api di Reggio, poi confluita in Confindustria. Sul piano personale, chi lo ha conosciuto sottolinea la sua preparazione tecnica unita a una personalità riservata: «Tutti coloro che hanno lavorato con Sandro gli riconoscevano una elevata preparazione tecnica, unita alla modestia e all’affabilità del carattere», ha riferito tra gli altri l’edile Elio Annovi.
Il ritorno della salma e il lutto familiare
Tra procedure burocratiche e accertamenti medico-legali è passato del tempo prima che la salma fosse rimpatriata. La moglie Elena Lazzaretti, i figli Alberto e Benedetta, la sorella Paola e altri parenti hanno annunciato la scomparsa a funerale avvenuto e disposto la tumulazione nel cimitero Monumentale di Reggio Emilia. La famiglia, profondamente addolorata, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche, limitandosi a un commosso ricordo di Erminetti come uomo di valore, capace e generoso.
Gli sviluppi dell’inchiesta in Brasile sono seguiti dalla famiglia tramite un avvocato di fiducia italiano in contatto con un legale locale. Le verifiche tecniche, l’analisi delle tracce prelevate dall’auto e gli esami forensi dell’Itep saranno determinanti per identificare il responsabile e ricostruire con precisione la dinamica di quanto accaduto.



