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Omaggio a Pier Luigi Ferrari: un volume e incontri tra Parma e Borgotaro

Parma ricorda Pier Luigi Ferrari con un libro curato da Luca Ponzi e incontri pubblici a Parma e Borgotaro; il tributo mette al centro il rapporto con la montagna e le persone

Omaggio a Pier Luigi Ferrari: un volume e incontri tra Parma e Borgotaro

Nel decennale della scomparsa di Pier Luigi Ferrari, la città di Parma e il comune di Borgo Val di Taro si preparano a un doppio momento di memoria pubblica. A guidare l’omaggio è un volume curato dall’inviato Rai Luca Ponzi, che ricostruisce il percorso umano e politico di Ferrari, figura emblematica per l’area parmense e per chi ha vissuto l’impegno civico in montagna.

Un libro come ponte tra città e Appennino

Il testo, pubblicato da Mup con il sostegno della Fondazione Monteparma e promosso dall’Associazione culturale Amici di Pier Luigi Ferrari, assume la forma di un ritratto collettivo. Secondo l’autore, entrare nel mondo di Ferrari vuol dire conoscere la Val Taro come «una particolarissima enclave» della provincia, dove l’attenzione alle comunità è stata sempre centrale. L’opera non si limita a celebrare incarichi o titoli: dall’esperienza amministrativa emerge una prospettiva che mette la persona al centro.

La scelta dei contributi e il filo narrativo

I contributi raccolti privilegiano testimonianze dirette e ricostruzioni storiche, evidenziando come l’azione di Ferrari non fosse confinata ai temi ambientali o agricoli, ma guardasse a ciò che la tutela del territorio può restituire alle vite quotidiane. In questo senso il libro diventa anche un manuale di valori civici: attenzione sociale, sviluppo locale e promozione delle risorse dell’Appennino sono presentati come elementi reciprocamente dipendenti.

Gli appuntamenti pubblici: quando e dove

La presentazione del volume sarà anticipata da un’anteprima a Parma, all’Ape Museo di Strada Farini, prevista per venerdì 19 giugno. Il filo rosso dell’evento è proprio il legame tra la città e i territori montani, un tema che verrà sviluppato nella conversazione con l’autore e i partecipanti. Il secondo incontro si svolgerà a Borgotaro il sabato 20, per restituire al paese natale dell’ex sindaco la dimensione comunitaria del ricordo.

Modalità e significato degli incontri

Entrambi gli appuntamenti sono pensati come momenti di dialogo aperti alla cittadinanza: presentazioni, letture di brani e testimonianze costituiranno il nucleo delle serate. Il valore simbolico è duplice: da un lato si celebra una figura politica che ha operato su scala provinciale, dall’altro si riafferma l’importanza di riconoscere la centralità delle aree montane nelle strategie di sviluppo locale.

L’eredità politica e le tracce sul territorio

Pier Luigi Ferrari, sindaco di Borgo Val di Taro dal 1989 al 2001 e vicepresidente della Provincia dal 2004 al 2015, viene ricordato anche attraverso i progetti legati al suo nome. Come sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Fadda, molte iniziative che hanno inciso sull’economia locale portano la sua impronta: dalla valorizzazione dell’Appennino alla crescita del comparto artigianale e produttivo, con attenzione a settori chiave come il pomodoro da industria, la filiera foresta-legno e il celebre fungo di Borgotaro.

Un «Ulisse montanaro»: la metafora di Borgotaro

Il sindaco di Borgotaro, Marco Moglia, usa un’immagine suggestiva per sintetizzare la figura di Ferrari: «un Ulisse montanaro del nostro tempo». Con questa metafora si vuole intendere una persona che trae forza dalla montagna per spingersi oltre i confini locali e aprire nuovi orizzonti. È un modo per ricordare come la radice territoriale non sia un limite, ma una risorsa strategica per immaginare sviluppo e inclusione.

La pubblicazione e gli incontri rappresentano dunque una doppia occasione: da un lato rinnovare il ricordo pubblico di una personalità politica significativa, dall’altro riflettere sulle politiche territoriali che continuano a influenzare la vita economica e sociale della provincia. L’iniziativa conferma la volontà di mantenere viva la memoria attraverso il confronto e la partecipazione, valorizzando allo stesso tempo il patrimonio umano e produttivo dell’Appennino parmense.

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