È stata eseguita una perquisizione nell’appartamento e nell’ufficio di Riccione di Davide Barzanconsulente penalista noto anche per il ruolo assunto nel caso di Pierina Paganelli, uccisa a Rimini nel 2026. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica di Bergamoche ha aperto un fascicolo per bancarotta fraudolenta relativo a una società per un valore complessivo contestato di 1000000 euro.
Il controllo ha interessato sia la sfera privata che quella professionale di Barzan e si inserisce in un’indagine più ampia che coinvolge altre persone e vicende giudiziarie correlate. Gli avvocati che assistono Barzan sono Marlon Lepera e Nunzia Barzanche hanno già reso note posizioni difensive rispetto alle contestazioni avanzate dalla Procura.
Dettagli dell’operazione a Riccione e inchiesta della Procura di Bergamo
La perquisizione è stata disposta nell’ambito di un procedimento per bancarotta fraudolenta a carico di una srl che opera nella produzione di infissi. Secondo gli atti, la società è passata da una fase di liquidazione volontaria a una procedura di natura giudiziaria, trasformata in sostanza in un accertamento per fallimento nel quale la Procura ritiene di aver riscontrato distrazioni di fondi e possibili condotte riconducibili a truffa per l’entità complessiva indicata.
Gli inquirenti hanno acquisito documenti e materiale dagli spazi per tentare di ricostruire i movimenti finanziari e le responsabilità gestionali che hanno condotto alla controversia societaria. La presenza della Guardia di Finanza rimarca la natura economico-finanziaria delle accuse e la necessità di analisi contabili approfondite per chiarire le somme contestate.
Posizione difensiva e dichiarazioni chiave
La difesa di Barzan ha sottolineato che il consulente non avrebbe beneficiato di prelievi indebiti dall’azienda in liquidazione: secondo quanto comunicato dai legali, Barzan avrebbe mai preso soldi dalla srl coinvolta nella procedura. I legali si oppongono alle contestazioni, annunciando la volontà di dimostrare l’assenza di appropriazioni personali nel corso dell’istruttoria.
Figure coinvolte e vicende correlate: Chieffi, incendi e detenzioni
Accanto al nome di Barzan, nell’inchiesta della Procura di Bergamo figura anche il consulente finanziario Pierluigi Chieffi58 anni, residente a Coriano. Chieffi è difeso dall’avvocato Antonio Petroncini e risulta indagato nel medesimo fascicolo. La sua posizione è complicata da un quadro giudiziario già carico: è attualmente detenuto a Rimini per un cumulo di condanne.
Tra gli episodi collegati agli accertamenti risulta anche il danneggiamento dell’auto di Barzan, avvenuto il 27 maggio 2026quando il veicolo fu dato alle fiamme. Le autorità valutano se vi siano nessi causali o elementi di prova che colleghino quell’episodio alle attività imprenditoriali e finanziarie oggetto d’indagine.
Rapporti tra Chieffi e la srl in liquidazione
Prima della trasformazione del procedimento in una liquidazione giudiziaria, la srl aveva nominato come liquidatore una figura che fino ad allora era stata un collaboratore e consulente esterno: lo stesso Chieffi, che operava per la società con partita IVA per prestazioni di consulenza finanziaria. Gli investigatori stanno ricostruendo il ruolo svolto da Chieffi nella fase di chiusura dell’attività societaria e le scelte compiute nel periodo in cui è stato designato liquidatore.
La contestazione di distrazione di risorse e la trasformazione da liquidazione volontaria a giudiziaria sono al centro dell’attenzione della Procura, che dovrà dimostrare l’esistenza di condotte dolose o di operazioni che abbiano previsto la sottrazione illecita di beni o denaro dalla compagine societaria.
Profili pubblici e precedenti mediatici
Il nome di Davide Barzan era già noto al grande pubblico per apparizioni televisive in programmi d’inchiesta, dove era intervenuto in qualità di consulente difensivo in casi di rilievo. Il legame con il processo che riguarda la srl di infissi e le indagini della Procura di Bergamo segna tuttavia una fase diversa, di natura penale e patrimoniale, rispetto ai precedenti contesti mediatici.
Gli sviluppi dell’indagine dipenderanno dall’analisi della documentazione sequestrata e dalle eventuali misure cautelari o aggiuntive che la Procura deciderà di adottare. Per ora, le attività di perquisizione a Riccione rappresentano un passo nelle operazioni investigative volte a chiarire responsabilità e flussi finanziari legati alla società coinvolta.



