8 Giugno 2026 ☀ 23°

Fusione bancaria: Mps tra le offerte di Banco Bpm e Intesa Sanpaolo

Mps è al centro di una sfida bancaria senza precedenti, con Banco Bpm e Intesa Sanpaolo che presentano offerte di fusione. Scopri i dettagli e le implicazioni di questa mossa strategica.

Fusione bancaria: Mps tra le offerte di Banco Bpm e Intesa Sanpaolo

Monte dei Paschi di Siena (Mps) è diventato il fulcro di una sfida bancaria senza precedenti, attirando l’attenzione di alcuni dei principali attori del settore. La banca senese, una volta considerata la Cenerentola del credito italiano, è ora al centro di un’intensa competizione tra Banco Bpm e Intesa Sanpaoloentrambe desiderose di acquisirla per rafforzare la loro posizione nel mercato.

La proposta di Banco Bpm è arrivata per prima, con un’invito a Mps per discutere una fusione tra pari che darebbe vita al secondo polo bancario italiano, subito dopo Intesa Sanpaolo. Questa mossa è supportata dai rappresentanti di Credit Agricoleil principale azionista di Banco Bpm, che vedrebbe in questa operazione un’opportunità per consolidare la propria presenza in Italia.

La strategia di Intesa Sanpaolo e Bper

Tuttavia, dietro le quinte, Intesa Sanpaolo e Bpercon il supporto di Unipolstavano già tessendo la loro tela. Il piano prevede che Bper rilevi le attività bancarie di Mps, mentre Intesa Sanpaolo prenderebbe il controllo di Mediobanca e della quota del 13% detenuta in Assicurazioni Generali. Questa mossa strategica mirerebbe a rafforzare ulteriormente la posizione di Intesa Sanpaolo come leader del settore bancario italiano.

L’offerta di Intesa Sanpaolo è stata formalizzata con un’ops sulla totalità del capitale di Mps, con un premio del 12,5% sul valore delle azioni del Monte e del 17,4% rispetto al prezzo medio ponderato dei tre mesi precedenti al 5 giugno. Il controvalore complessivo massimo dell’offerta è di circa 30,6 miliardi di euro.

Il ruolo di Unipol e le filiali di Mps

Unipol, che possiede quasi il 20% del capitale di Bper, ha approvato la sottoscrizione di un accordo con Intesa Sanpaolo per l’acquisto di 635 filiali di Mps. Questo accordo includerebbe 55 miliardi di euro di raccolta diretta, impieghi alla clientela per circa 42 miliardi, con un utile compreso tra 400 milioni e 460 milioni e un rapporto patrimoniale Cet1 del 16%. Unipol porterebbe con sé attivi ponderati per il rischio per massimi 20 miliardi, il marchio Mps e circa 2 milioni di clienti.

L’effetto finale dell’operazione di Intesa Sanpaolo sarà il delisting di Mps. L’accordo prevede che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di Mps e una componente limitata di strutture centrali, rappresentanti circa l’80% dell’utile netto 2026 di Mps + Mediobanca.

Le implicazioni per il mercato bancario italiano

La sfida per Mps non è solo una questione di acquisizioni, ma anche di interesse nazionale. L’ex ministro del Tesoro, Giulio Tremontiha espresso preoccupazione per il rischio di perdere il controllo di asset strategici a vantaggio di attori stranieri. Il senatore di Forza ItaliaPierantonio Zanettinha sottolineato l’importanza di garantire risorse alle imprese italiane per crescere e prosperare.

La decisione finale spetterà al consiglio di amministrazione e agli azionisti di Mps, che dovranno scegliere quale strada percorrere per il futuro della banca senese. La situazione sarà esaminata in un consiglio di amministrazione già in calendario, con la possibilità che Intesa Sanpaolo formalizzi un’offerta, sottoponendo Mps alla passivity rule.

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