Nel cuore dell’Emilia-Romagna la questione abitativa si è trasformata in una vera emergenza sociale. I giovani, le famiglie e gli anziani avvertono ogni giorno l’impatto di canoni che assorbono una fetta enorme del loro stipendio, rendendo difficile anche solo mantenere l’attuale abitazione.
Il dato che fa paura: 93% dei bolognesi spende più di un terzo del reddito
Un sondaggio online condotto da Udicon Emilia-Romagna ha messo in luce una realtà preoccupante: il 93% degli intervistati dichiara di destinare oltre un terzo del proprio reddito netto mensile al pagamento dell’affitto. Il risultato proviene da una campionatura di famiglie residenti nella città di Bologna e nei comuni limitrofi, ed evidenzia come il peso economico degli alloggi abbia superato il limite considerato sostenibile dalle linee guida europee.
Il rapporto sottolinea inoltre che, nei ultimi due anni il 23,3% degli interpellati è stato costretto a cambiare dimora a causa dell’inasprirsi dei canoni. Queste cifre non solo riflettono una difficoltà finanziaria, ma testimoniano anche un fenomeno di mobilità forzata che sta ridimensionando il tessuto sociale della città.
Affitti brevi, turismo e immobili sfitti: le radici della pressione
Tra le cause principali della crisi abitativa si annoverano gli affitti di breve durata alimentati dal turismo e dalla presenza di studenti universitari. Le piattaforme di prenotazione hanno trasformato molte abitazioni in strutture ricettive, creando una concorrenza diretta con gli inquilini a lungo termine e facendo lievitare i prezzi.
Parallelamente, numerosi immobili rimangono vuoti per periodi prolungati, poiché i proprietari preferiscono attendere contratti più redditizi in regime di affitto turistico. Questo fenomeno genera una corsa alla casa che penalizza soprattutto le fasce a basso e medio reddito, che non riescono a competere con le offerte economiche dei turisti.
Matteo Lepore spinge per un regolamento UE sugli affitti brevi
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore ha portato la questione sul palcoscenico europeo durante una conferenza stampa a Bruxelles, inserita nella sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni. Lepore ha dichiarato: “Dobbiamo portare avanti la discussione in Europa per un regolamento sugli affitti brevi, non contro i piccoli proprietari, non contro i cittadini ma soprattutto contro lo strapotere dei fondi finanziari“.
Secondo il sindaco, un nuovo regolamento UE dovrebbe conferire ai comuni e alle regioni la possibilità di legiferare e definire zone dove limitare gli affitti di breve durata. Lepore ha inoltre sottolineato il ruolo del Piano casa della Commissione europea, definendolo “un inizio importante” ma insufficiente senza un quadro normativo più incisivo.
La proposta di Lepore mira a riequilibrare il mercato immobiliare, garantendo che le case non diventino più un bene di investimento speculativo, ma rimangano a disposizione della popolazione residente.
Il futuro della casa a Bologna dipenderà dalla capacità di coniugare queste forze in un intervento normativo efficace.



