Bologna si trova ad affrontare una crisi abitativa senza precedenti, che coinvolge non solo le fasce più vulnerabili della popolazione, ma anche i giovani e i lavoratori. Per rispondere a questa emergenza, Legacoop Bologna ha presentato un piano innovativo che prevede la costruzione di mille nuovi alloggi calmierati nel corso dei prossimi dieci anni.
Il progetto, basato su una ricerca condotta dal gruppo Surlab dell’Università Bocconi coordinata dal professor Edoardo Croci, mira a mitigare la tensione abitativa attraverso una serie di misure concrete. Tra queste, spiccano le premialità urbanistiche per l’Edilizia Residenziale Sociale (Ers) nella Variante 2 del Piano Urbanistico Generale, una governance pubblico-privata non speculativa per il fondo Ers e corsie preferenziali amministrative per chi realizza questi progetti.
La situazione abitativa a Bologna: numeri allarmanti
La ricerca di Surlab ha evidenziato una situazione critica: a Bologna ci sono quarantamila studenti fuori sedetredicimila abitazioni private vuote o sfitte3.383 domande al Bando Affitto 20266.668 famiglie in graduatoria Erp 2026 e 2.827 procedure di sfratto tra città e provincia. Il fabbisogno stimato a livello metropolitano è di 7.500 nuovi alloggi Ers solo per contenere la tensione attuale, fino a diecimila per rispondere alle esigenze future.
Le cinque leve per l’accessibilità abitativa
Lo studio individua cinque leve fondamentali per migliorare l’accessibilità abitativa: concessioni pubbliche sui terreniprestiti agevolatiindustrializzazione della produzione ediliziagaranzie contro la morosità e servizi integrati che abbassino il canone. Queste misure, se implementate, potrebbero avere un impatto significativo sulla qualità della vita dei cittadini.
L’effetto calmiere delle cooperative di abitanti
Le cooperative Dozza e Risanamento con oltre diciottomila soci, gestiscono a Bologna 2.919 alloggi in locazione permanente a un canone inferiore del 60% rispetto al mercato. Questo rappresenta un beneficio stimato in oltre settemila euro l’anno a famiglia e un valore complessivo di calmieramento di circa venti milioni l’anno.
La proposta di Legacoop Bologna
“Bologna — afferma la presidente di Legacoop Bologna, Rita Ghedini — vive un’emergenza abitativa che non riguarda più soltanto le fasce fragili, ma anche il lavoro, i giovani e la cosiddetta fascia grigia. Con le tre proposte che avanziamo al Comune possiamo costruire fino a mille nuovi alloggi calmierati in dieci anni, portando la cooperazione al fianco della città.”
Il piano di Legacoop Bologna rappresenta un passo significativo verso la risoluzione della crisi abitativa, combinando innovazione, collaborazione pubblico-privata e un approccio non speculativo. Se implementato con successo, potrebbe diventare un modello per altre città che affrontano sfide simili.



