18 Giugno 2026 ☀ 27°

ANOCA: la ricerca ferrarese che migliora la qualità della vita dei pazienti

La ricerca SAMCRO, coordinata dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, ha presentato risultati promettenti a EuroPCR 2026

ANOCA: la ricerca ferrarese che migliora la qualità della vita dei pazienti

Un’importante scoperta scientifica sta rivoluzionando l’approccio alla gestione dell’ANOCAuna condizione cardiaca complessa che affligge molte persone. Lo studio SAMCROcoordinato dall’Unità Operativa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferraraè stato recentemente pubblicato su JACC Cardiovascular Interventions e presentato al congresso EuroPCR 2026 a Parigi.

L’ANOCA (Angina con Coronarie Normali) è una condizione che causa angina e dolore al petto nonostante l’assenza di restringimenti significativi delle coronarie. I pazienti spesso continuano a soffrire di sintomi debilitanti, limitazioni quotidiane e ansia, con una conseguente riduzione della qualità della vita.

L’approccio multidisciplinare che cambia la vita dei pazienti

Lo studio SAMCRO ha coinvolto 123 pazientidi cui 62 sono stati randomizzati a un trattamento multidisciplinare. Questo approccio innovativo combina attività fisica personalizzataalimentazione mediterraneasessioni di life coaching e controllo dei fattori di rischio cardiovascolare.

I risultati sono stati sorprendenti: già dopo pochi mesi, i pazienti trattati hanno mostrato una riduzione dei sintomi di angina, una migliore qualità della vita e una maggiore performance fisica. Questo studio rappresenta un passo avanti significativo nella gestione dell’ANOCA, dimostrando che un approccio olistico può fare la differenza.

Le voci dei protagonisti

La dott.ssa Serena Caglionigiovane cardiologa e dottoranda dell’Università di Ferraraha presentato i risultati a Parigi. La presentazione a EuroPCR è stata una grandissima emozioneha dichiarato. Abbiamo ricevuto molta attenzione dalla comunità scientifica internazionale, con interviste, discussioni e grande interesse per il nostro lavoro. Per la prima volta abbiamo un dato scientifico solido che dimostra come uno stile di vita corretto, seguito con un percorso strutturato e specialistico, possa davvero aiutare i pazienti con ANOCA.

Il prof. Gianluca CampoDirettore del Centro della Coagulazione dell’Unità Operativa di Cardiologia all’Ospedale di Conaha sottolineato il ruolo cruciale dei pazienti: Sono molto grato a Serena per l’enorme lavoro svolto in questi anni, ma il ringraziamento più importante va ai pazienti. In questo studio non si parlava di nuove medicine o di nuovi dispositivi, ma della disponibilità a cambiare le proprie abitudini quotidiane: attività fisica, alimentazione, gestione dello stress. Senza il loro impegno e la loro fiducia questo risultato non sarebbe stato possibile.

Il contributo del team multidisciplinare

Il prof. Campo ha inoltre ringraziato il dott. Giovanni Pasanisi della Cardiologia Riabilitativa dell’Ospedale del Deltail prof. Giovanni Grazzi e il dott. Gianni Mazzoni del Centro Medicina dello sport di Ferrarae tutto il team di dietiste e psicologhe, tra cui le dott.sse Simona ColombariMaria Benedetta Atti e Valentina Binelliche hanno collaborato al progetto.

Il prof. Gabriele GuardigliDirettore dell’Unità Operativa di Cardiologiaha espresso il suo orgoglio per il lavoro dei giovani dottorandi: È sempre motivo di orgoglio vedere giovani dottorandi capaci di coniugare ricerca scientifica e lavoro quotidiano in corsia. Voglio ringraziare in particolare Serena Caglioni, Marta Cocco e Federico Marchini per il loro impegno nella gestione del centro NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) e per i numerosi studi che portano avanti con dedizione e continuità. A mio modo di vedere incarnano perfettamente il medico del futuro, un ponte tra ospedale, territorio e ricerca.

Questo studio rappresenta un importante passo avanti nella gestione dell’ANOCA e dimostra il valore di un approccio multidisciplinare nella cura delle malattie cardiovascolari. La ricerca continua a essere un pilastro fondamentale per migliorare la qualità della vita dei pazienti e per affrontare le sfide della medicina moderna.

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