L’autopsia di Sara Lodi, la 45enne trovata senza vita nel suo appartamento a Parma, si è conclusa nel tardo pomeriggio di mercoledì 2 settembre. L’esame, condotto dall’Istituto di Medicina Legale di Parma, ha rivelato dettagli cruciali che potrebbero fare luce sulla dinamica della tragedia.
La dottoressa Valentina Bugelli, docente di Medicina Legale all’Università di Parma ha esaminato il corpo della donna, trovando almeno una decina di coltellate distribuite tra torace, addome e collo. Questo quadro complesso rende necessari ulteriori approfondimenti per determinare con precisione la causa del decesso.
Le indagini dei carabinieri e le ipotesi in campo
Le indagini, coordinate dal procuratore Alfonso D’Avino, non escludono alcuna ipotesi. Né il suicidio né l’omicidio sono stati accantonati. “Non sono emersi concreti elementi a carico di soggetti identificati”, ha dichiarato D’Avino, sottolineando la necessità di ulteriori accertamenti.
Nell’appartamento di via Luchino Visconti, 1, non sono stati trovati segni evidenti di colluttazione, ma sono state rinvenute vistose macchie di sangue. Due coltelli sono stati sequestrati: uno di essi presenta una lama spezzata, dettaglio che potrebbe rivelarsi significativo per le indagini.
Il ruolo del compagno e le analisi del Ris
Il compagno di Sara Lodi è stato iscritto nel fascicolo investigativo per ragioni tecniche, ma non ci sono al momento indizi specifici a suo carico. Questa mossa permette agli investigatori di svolgere accertamenti a tutto campo, garantendo la completezza delle verifiche.
Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri e il Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) stanno analizzando i coltelli e i tamponi effettuati nell’appartamento alla ricerca di impronte e tracce biologiche. Questi esami potrebbero fornire indizi cruciali sulla presenza di eventuali persone estranee.
La testimonianza di un’amica e il profilo di Sara Lodi
Un’amica di Sara Lodi ha descritto la donna come una persona dolce, disponibile e attenta agli altri. “Sara era una persona dolcissima, precisa, seria e intelligente. Amava profondamente la figlia, non penso possa essere arrivata a farsi del male. Proprio per l’affetto che provava nei suoi confronti”, ha dichiarato l’amica, ricordando anche alcuni sbalzi d’umore della vittima.
Il quadro che emerge dalle testimonianze dipinge Sara Lodi come una persona affidabile e rispettosa, rendendo ancora più complessa l’interpretazione degli eventi che hanno portato alla sua morte. Le indagini continueranno nei prossimi giorni, con l’attesa per la relazione finale dell’autopsia, che potrebbe richiedere alcune settimane.



